Arriva un terzo bavaglio per i giornali? Verini è solo e..

di Sergio Carli
Pubblicato il 7 Ottobre 2015 7:06 | Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre 2015 8:16
Arriva un terzo bavaglio per i giornali? Verini è solo e..

Walter Verini, lotta solitaria alla Camera contro il bavaglio multiplo

ROMA – Walter Verini, deputato del Pd, è molto esposto sul fronte dei diritti della informazione. Dopo l’approvazione della legge bavaglio sulla diffamazione, in cui si è battuto per attenuare la ferocia anti giornalisti dei politici, ha lavorato molto per attenuare gli effetti devastanti della legge sulle intercettazioni e ora è impegnato con la riforma del processo civile. Anche in questo caso, i rischi di un regolamento di conti da parte dei politici contro i giornalisti e gli editori sono molto alti.

Finora non risulta che ci siano state mosse preventive da parte degli organi istituzionali dei giornalisti e degli editori. Con Facebook e Twitter non si va molto distante e si deve temere che quando alla Fieg e alla Fnsi se ne accorgeranno sarà troppo tardi.

Walter Verini nasce giornalista e evolve in politico, cosa che in sé non costituisce garanzia, ma a parlarci si ricava l’impressione di un impegno sincero. Lasciato solo, in mezzo alle forze preponderanti della reazione, rappresentata in questo caso dai politici, rischia di non andare molto lontano.

Intervistato a caldo, dopo l’approvazione della delega al Governo sulle “intercettazioni”, da Giuseppe Alberto Falci per Repubblica, Walter Verini ha provato a calmare gli animi dei giornalisti, di fronte a una potenziale nuova legge bavaglio:

1. “Il governo scriverà la delega sentendo magistratura, avvocatura, mondo dell’informazione. L’obiettivo è quello di tenere l’equilibrio tra due principi costituzionali: il diritto di informazione e il diritto alla privacy. Bisogna fare in modo che sui giornali finiscano solo fatti che non riguardano la vita privata delle persone.
2. Obiettivo del “berlusconismo” era limitare l’uso dello strumento delle intercettazioni nelle indagini. Qui non c’è niente di tutto questo. C’è semplicemente l’esigenza di far sì che sui giornali finiscano fatti che non riguardano la vita privata delle persone.

3. La riforma Renzi è “radicalmente diversa” da quella che voleva Berlusconi, se Forza Italia afferma che la legge è un riconoscimento al lavoro svolto in passato da Forza Italia è solo perché “fanno i furbi”.
4. Già “nel programma elettorale del 2008 il Pd scriveva che “bisogna conciliare il diritto all’informazione alla riservatezza e alla tutela della persona””.
5. “Le inchieste continueranno perché le intercettazioni si possono e si potranno fare. Detto questo, quello che abbiamo letto su mafia capitale è stato possibile perché negli anni precedenti il Pd ha impedito che si limitasse l’uso di questo strumento nelle indagini. Anzi, in alcuni casi andrebbe ampliato”.