La Cina ama la moda italiana… ma se la produce da sè. E investe in Germania

Pubblicato il 10 Novembre 2012 11:46 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2012 11:47
La Cina ama la moda italiana… ma se la produce da sè. E investe in Germania… (Foto LaPresse)

ROMA – In un recente articolo del Sole 24 Ore si sosteneva che la nuova classe emergente cinese ama il lusso e lo trova nella moda italiana. Questo è in parte vero, ma attenzione perché gli orientali sono maestri dell’imitazione e anche quello che ci sembra italiano magari non lo è.

In un articolo di Rita Fatiguso si legge: “Alle classi emergenti cinesi gli acquisti di gran lusso piacciono proprio così, oggetti esclusivi e di marca, e buon per noi, perché solo abili mani italiane possono sfornare prodotti raffinatissimi come la pochette di Leu Locati fotografata tra le mani di Liu Yongqing, moglie del presidente in carica Hu Jintao. O le calzature di Silvano Lattanzi per le quali le sedute di prova, come gli esami, non finiscono mai”.

Non esaltiamoci, perché non è propriamente così. Per i cinesi imitare la nostra moda è molto più semplice che imitare una turbina tedesca e infatti lo stanno facendo anche con maestria. Certo, non arriveranno mai all’altezza di un nostro Giorgio Armani o di un Valentino, ma se vi aggirate per le strade di Pechino troverete moltissimi negozi di moda dai nomi italiani… che però sono in tutto e per tutto cinesi. Cinesi che imitano italiani, ok, ma che producono in Cina e accrescono il Pil solo cinese. Di noi ammirano lo stile e da noi hanno imparato a confezionare gli abiti. Oltre a ciò, ci considerano alla stregua di una sartina. E se proprio devono investire soldi in Europa, lo fanno per comprare componenti d’auto in Germania…