“Il fascismo non è morto”. Zagrebelsky: sbagliano Berlusconi e Pirozzi (“Il Duce fece grandi cose”)

Pubblicato il 22 febbraio 2018 5:28 | Ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2018 22:11
Zagrebelsky: "Sul fascismo sbagliano Berlusconi e Pirozzi"

Sergio Pirozzi (Foto Ansa)

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice e candidato di una lista civica di destra alla carica di presidente della Regione Lazio, non ha dubbi su Benito Mussolini e sul ventennio fascista: il “Duce ha fatto grandi cose, aveva una visione del Paese”. Le leggi razziali e la guerra furono “sciagure” ma non tolgono sfavillio all’aureola del fondatore del fascismo in Italia e precursore nel mondo.

Anche Berlusconi fa capire di pensarla così. Lo è andato a dire in Tv nello studio di Fabio Fazio: “Il fascismo è morto e sepolto. Non è un pericolo il fascismo: sono tutti morti. Il fascismo, nato come movimento socialista, ha avuto bisogno che arrivasse Mussolini o Hitler. Se non c’è in giro un Mussolini o un Hitler non succede niente. Pericoloso è semmai il movimento dell’antifascismo con i centri sociali”.

Vladimiro Zagrebelsky, giudice della Corte europea per i diritti dell’uomo è tranchant: Sdoganare il fascismo è un errore, è il titolo di un suo articolo sulla Stampa di Torino. Non si può tacere, scrive, del fascismo, “l’uso e l’esaltazione del manganello contro gli avversari, l’abolizione del Parlamento (e l’uccisione del socialista Giacomo Matteotti), il partito unico, il carcere e il confino per gli antifascisti, le leggi razziali, le guerre coloniali e quella accanto ai nazisti”.

Aggiunge Zagrebelsky: “Si dice, il fascismo ha anche fatto cose buone. Il giornale «Libero» ha pubblicato un elenco di 100 cose buone del fascismo. Salvini, capo della Lega, ha ricordato il sistema pensionistico e la bonifica delle Paludi Pontine. […] Qualunque regime fa pur qualcosa di buono. Nel regime di Hitler ad esempio fu costruita la prima rete autostradale in Germania. Ma chi direbbe ora, nel dibattito politico, che Hitler fece anche cose buone. Se lo dicesse, se ne facesse argomento, così come avviene oggi in Italia attorno al fascismo, farebbe un’operazione politica ben precisa”.

Attenzione: “Divenuto discutibile il fascismo, diventa discutibile l’antifascismo. In fondo anche l’antifascismo di oggi fa cose cattive, come le violenze dei centri sociali.

“Tracce di fascismo emergono in vasta parte del mondo politico e dell’opinione pubblica, anche se non si pensa più a manganello e camicia nera. L’ideologia e la pratica dell’odio per il diverso, l’attacco al Parlamento come luogo di discussione e mediazione politica, l’esaltazione di un’impossibile democrazia diretta, facilmente plebiscitaria, il nazionalismo autarchico rivendicato per attaccare l’Europa. Ed anche il linguaggio che nel dibattito politico ha perso ogni freno e rispetto per gli avversari. Non questo o quell’episodio, non questa o quella dichiarazione, ma il complesso del clima presente è motivo di allarme e non consente disattenzione”.

Il deputato del Pd Marco Miccoli mette in guardia: “Sergio Pirozzi si lancia in arditi encomi di Benito Mussolini. D’altronde Pirozzi è il candidato di Storace e Alemanno. Pirozzi è un fascista, sostiene Casa Pound, ha il busto di Mussolini in casa, si fa fotografare con fascisti di ogni tipo. Per lui è normale fare le lodi del Duce”.

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