Governo Letta: ristoranti pieni, auto in strada, meno di un mese da Mario Monti

Pubblicato il 20 Maggio 2013 6:09 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2013 22:45
enrico letta

Enrico Letta: un Governo di gente normale

Non è passato un mese da quando Mario Monti ha sgomberato l’ufficio a Palazzo Chigi e al suo posto si è installato Enrico Letta, ma già si sente qualcosa di nuovo nell’aria. Sarà la primavera, saranno gli effimeri sogni di non pagare più Imu, ma si sente un nuovo clima di fiducia.

Se Roma può essere un test, i ristoranti dopo un anno sono di nuovo pieni. Molti sono i turisti, ma ai tempi di Monti pochissimi facevano l’esaurito.

Il traffico è da Champs Elysée o da Madison Avenue: c’è l’effetto Papa che intasa le zone attorno al Vaticano con migliaia di pullman, ma   sulle strade le targhe delle auto sono italiane.

È bastato un governo qualunque, un governo di gente normale, un governo politico. Governo di tecnici aveva il suono di Governo militare, governo autoritario e antipopolare come in effetti il Governo Monti è stato.

Siamo tornati a essere un popolo con pregi e difetti, voglia di lavorare e di vivere e anche poca voglia di pagare le tasse come tutti i popoli del mondo. Non siamo più un popolo di evasori incalliti e criminali, di cani cui deve raddrizzare le gambe un demiurgo scelto non si sa perché, certo non per un processo democratico: Giorgio Napolitano è oggi oggetto di un processo di beatificazione da vivo che nemmeno Giovanni Paolo II aveva provato. Quando sarà sfumato lo spettro del vilipendio, forse un esame un po’ più critico dei comportamenti di Napolitano negli ultimi due anni, sarà opportuno.

Sono stati libri su come gli stati d’animo collettivi influiscano sui cicli economici. Si investe, si compra, si consuma in base alle aspettative. Con Monti aspettavamo il peggio, con Letta siamo tornati a sperare in un miglioramento anche se finora ragioni non se ne vedono molte.

Notiamo con amara soddisfazione che quando Mario Monti era osannato e tutti riportavano come le tavole di Mosé le sue mirabolanti promesse di fare crescere il Pil di percentuali fantasmagoriche grazie alla guerra a tassisti notai e farmacisti, Blitzquotidiano era tra i pochi a dissentire.

Ora c’è gente normale, politici di mestiere, che non promettono la luna, che non fanno annunci mirabolanti e tutti respiriamo.

Speriamo che duri.