Marò: delle colpe del comandante e dei vertici militari perché non si parla mai?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2014 7:00 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2014 8:38
Marò: delle colpe del comandante e dei vertici militari perché non si parla mai?

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Foto LaPresse)

ROMA – Sulla vicenda dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si segnala questo intervento di Luigi Manzone, che lo ha postato come commento a un articolo di Blitzquotidiano sul tema.

Ecco il commento di Manzone che vi proponiamo:

“Condivido la massima disapprovazione sul comportamento del Governo Monti in questo frangente. La sensazione è che in questo caso, in cui due italiani rischiano una pena importante (non penso che si arrivi alla pena capitale, anche una pena detentiva sarebbe abnorme) il peso del nostro Paese a livello internazionale sia molto basso. Se si trattasse degli Stati Uniti o anche della Francia sarebbe diverso: i loro uomini politici sono più abili e meglio considerati? Quando riusciremo a scrollarci di dosso l’immagine di faccendieri che comprano voti o di voti fasulli da liste inesistenti o da acquisti indebiti con il denaro dei cittadini e molto altro ancora? Non sono queste caratteristiche che contribuiscono a dare un’immagine di affidabilità al nostro Paese.

Fatta salva la pessima considerazione politica vorrei chiedere, se qualcuno fosse così gentile da spiegare, cosa ne è stato del comandante della “Enrica Lexie” che è entrato nelle acque territoriali indiane quando il fatto si è verificato in acque internazionali? Qualcuno lo avrà autorizzato; se lo avesse fatto di testa sua dimostrerebbe una stupidità al limite della follia. Quindi chi lo ha comandato? Con quali motivazioni? Sarebbe bene che gli Italiani lo sapessero e non restassero nel dubbio che si sia agito con il solito pressapochismo.

Se anche la nave avesse dovuto rientrare nelle acque indiane, non era possibile prelevare i nostri ragazzi con un elicottero e portarli su un’altra unità? Non vi erano unità navali nel raggio dell’autonimia di volo di un elicottero in grado di accoglierli?

Ritengo che si debba chiedere spiegazione ai vertici militari di questa mancata operazione. Non basta piangere in pubblico alle manifestazioni ufficiali, i nostri uomini si proteggono al momento opportuno e fino alla fine.

Sono orgoglioso di essere italiano e sono vicino a questi ragazzi che stanno dimostrando grandissima dignità da veri italiani e da militari, lo sono un po’ meno di chi fa visita ai nostri contingenti in giacca e cravatta, stringe le mani, sorride e promette sapendo che probabilmente non farà un granché. Meglio una tuta mimetica o una tuta da operaio con le maniche rimboccate, segno di determinazione e lavoro, che un abito immacolato addosso ad una persona che lo è un po’ meno”.