Papa Francesco e i sacramenti ai marziani. Proselitismo gesuita da fantascienza

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 14 Maggio 2014 14:49 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2014 14:49
Papa Francesco e i sacramenti ai marziani. Proselitismo gesuita da fantascienza

Papa Francesco e i sacramenti ai marziani. Proselitismo gesuita da fantascienza

ROMA –Papa Francesco e i sacramenti ai marziani. Proselitismo gesuita da fantascienza. “Se domani venisse una spedizione di marziani, per esempio, e alcuni di loro venissero da noi, ecco… marziani, no? Verdi, con quel naso lungo e le orecchie grandi, come vengono dipinti dai bambini… E uno dicesse: ‘Ma, io voglio il Battesimo!’ Cosa accadrebbe?”. Un bel quesito, a metà tra teologia e fantascienza, quello proposto da Papa Francesco, pontefice cui l’ironia non fa difetto. Già cosa accadrebbe? La risposta per un gesuita è scontata, anche se capziosamente rigirata in una nuova domanda: “Chi siamo noi per chiudere le porte allo Spirito Santo?”

Del resto nell’Evangelii gaudium dell’anno scorso, l’esortazione apostolica consegnata al clero dal Santo Padre, la “dolce e confortante gioia di evangelizzare” è un programma pastorale obbligato. Diretto a tutti, extraterrestri compresi, non c’è limite alla Provvidenza. D’altra parte le accuse ai gesuiti (di cui Francesco è l’ultimo grande esponente) di sconfinamento teologico, una certa disinvolta mancanza di scrupoli dottrinari, datano dalla conversione forzata degli indigeni del Sudamerica a partire dal ‘600. Veniva contestato ai gesuiti un senso troppo acuto per le opportunità concesse dalla contiguità al potere (cui consegnava masse di nuovi convertiti). Erano, i gesuiti, forse troppo tentati dall’al di qua mondano, vestiti solo di un controverso spiritualismo missionario. Francesco colma la lacuna e riconquista l’al di là: ci deve pur essere un marziano da convertire.