Piano Juncker, altro che piano Marshall: solo 21 mld veri dei 315 ipotetici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Dicembre 2014 14:47 | Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2014 14:47
Piano Juncker, altro che piano Marshall: solo 15 mld veri dei 315 ipotetici

Piano Juncker, altro che piano Marshall: solo 21 mld veri dei 315 ipotetici

ROMA – Piano Juncker, altro che piano Marshall: solo 21 mld veri dei 315 ipotetici. Aver sbandierato l’annuncio di 315 miliardi freschi nell’economia agonizzante europea fa assomigliare sempre più il nuovo commissario europeo Jean Claude Juncker a un piazzista che fa pubblicità ingannevole. Lo dimostrano la freddezza con cui esperti e cittadini contribuenti hanno accolto l’annuncio. Lo dimostra una rapida verifica: sul piatto le istituzioni europee metteranno appena 16 miliardi + 5 dalla Banca europea degli investimenti.

I quali, da soli, dovrebbero per opera dello Spirito Santo generare investimenti privati per 289 miliardi. Del tutto ipotetici. O irrealistici, come ha sottolineato Sergio Cofferati (“Piano Juncker per gli investimenti, nessun cambio di passo: la montagna ha partorito il topolino”). Giorgio Gandola su L’Eco di Bergamo propone un confronto istruttivo con quanto fatto dalla Federal Reserve nel 2009, all’apice della crisi finanziaria.

Mentre negli Stati Uniti, nel 2009 (5 anni prima della nonna europea), la Federal Reserve aveva immesso liquidità nel sistema con 819 miliardi freschi, in Europa vige la regola della teoria che vince sulla pratica. Dei 315 miliardi, Juncker ne mette concretamente 16, la banca d’investimenti europea 5 e gli altri 294 dovrebbero essere il frutto di finanziamenti privati molto ipotetici. Insomma, un gioco delle tre carte. Se questo è il sistema per far ripartire l’economia europea siamo rovinati. Con un’aggravante, ogni nazione ha il dovere di incrementare il fondo e una commissione deciderà quali progetti finanziare.

Esempio malizioso: se l’Italia contribuisce per tre miliardi e la commissione non sceglie progetti italiani (o ne sceglie alcuni da finanziare con un miliardo), invece di aver guadagnato lo scivolo per la ripresa abbiamo perso due miliardi. Juncker era stato molto più bravo a far affluire capitali freschi in Lussemburgo, quando era premier, promettendo abbattimenti fiscali. Creare paradisi artificiali a livello europeo è meno semplice. (Giorgio Gandola, L’Eco di Bergamo)