Sole mai visto così vicino, le immagini dalla sonda Solar Orbiter VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Luglio 2020 18:49 | Ultimo aggiornamento: 16 Luglio 2020 18:51
Sonda Solar Orbiter

le immagini dalla sonda Solar Orbiter

La sonda Solar Orbiter ha inviato delle immagini del Sole molto ravvicinate.

La sonda Solar Orbiter ha continuato a lavorare nonostante il lockdwon. 

A metterla in orbita da vari gruppi scientifici coinvolti nella missione:

L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). 

I due istituti hanno coordinato tre dei dieci strumenti di bordo di una missione simbolo dell’eccellenza italiana.

Importante il ruolo delle Università di Firenze e Genova e Leonardo.

“I team scientifici hanno realizzato un grande lavoro che non si è mai fermato e a metà giugno è stata completata la prima fase di messa in servizio della sonda, che ha eseguito il suo primo avvicinamento al Sole“,

rileva l’Asi.

Fra gli strumenti italiani, Metis è il coronografo che osserva lo strato più esterno dell’atmosfera solare, la corona.

Finanziato e gestito dall’Asi, è nato dalla collaborazione di Inaf, Università di Firenze e Padova, Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Ifn). 

E ancora: OHB Italia e Thales Alenia Space, istituto tedesco MPS di Gottinga e Accademia delle Scienze di Praga.

Il responsabile scientifico è Marco Romoli, dell’Università di Firenze.

La sonda “è uno strumento unico nel suo genere”

E’ uno strumento “unico nel suo genere”,

che “utilizzerà un singolo telescopio, per produrre simultaneamente immagini in banda ultravioletta e visibile”, ha detto la responsabile dei programmi scientifici dell’Asi, Barbara Negri.

Per Silvano Fineschi, responsabile Scientifico per l’Inaf di Solar Orbiter,

“il successo del contributo italiano alla missione Solar Orbiter dimostra l’eccellenza della comunità scientifica italiana”.

Gli altri due strumenti italiani sono Swa (Solar Wind Analyzer), e Stix.

Il primo comprende tre sensori al plasma per studiare il vento solare e vi collaborano Inaf, Techno System Developments, Planetek, Sitael e Leonardo, con il finanziamento dell’Asi.

Stix è un telescopio che osserva i brillamenti solari ai raggi X duri, il cui software è fornito dall’Italia e permette integrare le informazioni contenute nei raggi X con quelle degli altri strumenti di Solar Orbiter (fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).