Toti e gli anziani “non indispensabili”: prima ritratta e poi conferma

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2020 8:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2020 8:50
Toti e gli anziani "non indispensabili": prima ritratta e poi conferma

Toti e gli anziani “non indispensabili”: prima ritratta e poi conferma

Il governatore della Liguria Giovanni Toti e il suo tweet davvero infelice sugli “anziani non più indispensabili allo sforzo produttivo”.

Una frase “mal scritta da un collaboratore” in un tweet sugli anziani vittime del Covid 19, “non più indispensabili per lo sforzo produttivo” ha scatenato una bufera sul presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Il governatore è stato sommerso dalla critiche di politici e sindacati e ha ricevuto centinaia di post infuriati dai lettori.

Toti voleva suggerire come allentare la pressione sugli ospedali, “intervenendo sugli anziani”, senza ricorrere a “un lockdown generale“, concetto già espresso nei giorni scorsi, ma l’effetto non è stato quello voluto.

La frase “mal scritta” che ha fatto al volo il giro della rete recita: “Per quanto ci addolori ogni singola vittima del Covid19, dobbiamo tenere conto di questo dato: solo ieri tra i 25 decessi della Liguria, 22 erano pazienti molto anziani. Persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese che vanno però tutelate”.

In prima linea, tra gli indignati, i partiti di Governo (e di opposizione in Liguria), ma anche l’alleato Matteo Salvini è rimasto sorpreso ed è intervenuto, senza citare Toti, per rimarcare che “i nostri genitori e i nostri nonni, con il loro lavoro, la loro passione e il loro sacrificio hanno cresciuto, difeso e reso grandi noi e l’Italia. Doveroso tutelarli e proteggerli, obbligatorio rispettarli e onorarli”.

Le scuse non troppo convinte

In piena bufera, Toti si è scusato e si è giustificato. Ha quindi chiarito: “Sarebbe folle richiudere in casa tanti italiani per cui il Covid normalmente ha esiti lievi, bloccare la produzione del Paese, fermare la scuola e il futuro dei nostri giovani e non considerare alcun intervento su coloro che rischiano davvero”.

E oggi, il giorno dopo il tweet, ritratta. “Il mio collaboratore che ha commesso l’errore in una live tweet, come me, si scusa, imparerà e migliorerà – spiega -. Ma non lo farà una classe dirigente ipocrita, meschina, che la butta in gazzarra e non vuole vedere la realtà drammatica che abbiamo di fronte”.

Il testo del tweet “è un passaggio scritto in modo maldestro e mi dispiace se ha ferito qualcuno. Ma la sostanza è chiarissima – aggiunge – non è piacevole chiedere sacrifici alla popolazione”. Ma “è più giusto adottare politiche che contengano il danno proteggendo i più fragili e i più esposti. Gli over 75 che rappresentano il 90% dei morti. O impedire che vadano a scuola, all’università, al lavoro persone giovani, sane, che spesso sono asintomatici o superano senza problemi la malattia?”.

Toti precisa di non aver voluto dire che quello delle vite degli anziani sia un sacrificio sopportabile, ma “il contrario. Io dico che non ha senso che in guerra vadano allo stesso modo gli ottantenni come i ventenni”. Per Toti prima di pensare ad ulteriori chiusure di attività che servono al sostentamento del Paese e anche a pagare le pensioni, “bisognerebbe adottare interventi differenziati”. (Fonti Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev).