Festival di Roma: 800 persone irrompono sul tappeto rosso per protesta contro i tagli

Pubblicato il 28 Ottobre 2010 - 18:36 OLTRE 6 MESI FA

Circa 800 persone del movimento “Tutti a casa” stanno facendo irruzione sul tappeto rosso del Festival del cinema di Roma. Protestano contro i tagli del governo allo spettacolo e il mancato rinnovo delle agevolazioni fiscali per il settore. Al motto di ‘tutti a casa’ la gente del cinema staziona sul red carpet nel tentativo di impedire la passerella del film inaugurale ‘Last night’.

Tutta la cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, nella serata di apertura del festival del cinema, è ormai occupata dai manifestanti seduti a terra, mentre parte del corteo deve ancora entrare. La manifestazione di ‘Tutti a casa’ si e’ rivelata cosi’ anche piu’ affollata delle previsioni. Tantissimi gli slogan e gli striscioni, come ‘Noi non siamo il Grande Fratello’ oppure ‘Bondi a casa’ e ancora, ‘Nei titoli di coda c’e’ gente che lavora’. C’e’ grande attesa per il discorso di Castellitto. Tra i partecipanti, Ettore Scola, Paolo Sorrentino, Isabella Ferrari, Kim Rossi Stuart, Francesca Comencini, Stefano Rulli, Mimmo Calopresti, Riccardo Tozzi.

Alla fine nella cavea dell’Auditorium ancora piena di manifestanti arriva un coretto di insulti per il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. Motivo? La lettura della dichiarazione in cui lo stesso ministro ha definito la protesta come ”ingiustificata”. Da qui si e’ scatenato un piccolo coro molto sentito di ‘vaffa…’ rivolto al ministro.

Bondi: “Protesta ingiustificata e faziosa”. La protesta del mondo del cinema in corso al Festival di Roma e’ ingiustificata e faziosa: e’, in sintesi, il giudizio del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. ”Non potrei concepire la mia vita e il mio impegno politico – sottolinea Bondi in una dichiarazione – senza l’amore per la cultura e per le idee. Come ministro della cultura ho speso tutte le mie energie per non far mancare le risorse necessarie pur in un momento di crisi drammatica. La protesta di oggi ingiustificata nella forma e negli argomenti, soprattutto dopo gli impegni presi dal governo, mostra il grado di faziosita’ e di intolleranza da parte di persone e gruppi che agiscono in nome della cultura, ma con la quale non hanno nulla a che fare”. Per il ministro, ”la vera cultura per fortuna e’ un’altra cosa: e ad essa continuero’ ad ispirare la mia azione senza farmi intimidire da queste sgangherate manifestazioni politiche”.