Stone ‘iraniano’, Penn ‘terzomondista’: crociata Vip delle cause perse?

Pubblicato il 17 Febbraio 2012 11:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2012 16:15
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Sean Penn (Foto LaPresse)

ROMA – Sean Penn ha dato scandalo per le sue dichiarazioni a favore delle rivendicazioni di Buenos Aires sulle isole Falklands, Sean Stone (il figlio di Oliver) era noto da tempo per le sue posizioni negazioniste sull’Olocausto e contro lo Stato d’Israele, ora che si è convertito all’Islam sostiene la piena legittimità del programma nucleare iraniano anche nella sua parte militare. Gli Stati Uniti sembrano sempre più pieni di artisti che intraprendono delle vere e proprie crociate per cause insostenibili. Dal figlio di Stone che sostiene il presidente iraniano Ahmadinejad e il suo piano nucleare, a Michael Moore che ha disegnato in un documentario Cuba come il paradiso della sanità pubblica, passando per Oliver Stone che sostiene Hugo Chavez.

Iniziamo da Sean Penn che ha creato un vero e proprio caso negli ultimi giorni sostenendo che le “Malvinas sono argentine” e che Londra deve “accettare di negoziare davanti all’Onu. Il mondo trova ormai intollerabili simili manifestazioni di colonialismo ridicolo e arcaico”. La stampa britannica l’ha accusato di giustificare una guerra a suo tempo scatenata da una giunta militare contro un pezzo di territorio legittimamente posseduto da una democrazia liberale e lui di tutta risposta se l’è presa prima con i giornalisti e poi ol principe William, definendo la sua presenza nell’arcipelago dell’Atlantico meridionale una “gratuita provocazione”.

Veniamo poi al figlio di Oliver Stone, Sean. Da poco si è convertito all’Islam e sembra stia preparando il terreno per un film del padre su Ahmadinejad. Ma è andato anche oltre: è diventato una sorta di seguace del presidente Ahmadinejad che lo ha anche premiato per il suo cortometraggio e ha partecipato con lui a Teheran a un convegno sull'”hollywoodismo” come fattore di degenerazione culturale.

Poi c’è il regista Michael Moore che ha prodotto un documentario su Cuba travisando completamente la realtà e descrivendo l’isola come il “paradiso” della sanità pubblica. Oliver Stone ha esaltato la figura del dittatore venezuelano Hugo Chávez e Sean Penn si è fatto ritrarre pochi giorni fa con un poncho sulle spalle e l’elmetto da minatore in testa per testimoniare la sua vicinanza alla “rinascita socialista” dell’America latina.