“Uomini che odiano le donne”: ecco il film sul primo romanzo della trilogia Millennium di Stieg Larssonn

Pubblicato il 2 giugno 2009 12:40 | Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2009 12:40

L’atteso  film del regista danese Niels Arden Oplev, tratto dal primo romanzo della trilogia «Millennium» dello scrittore Stieg Larssonal,  può essere apprezzato fino in fondoanche da chi non hai mai letto del libro Uomini che odiano le donne. La pellicola, sceneggiata da Nikolaj Arcel e Rasmus Heisterberg, ha infatti il pregio di riuscre a tener inchiodata l’attenzione dello spettatore per ben due ore e mezzo. Oplev moltiplica le piste, facendo emergere progressivamente altri temi e altre ragioni d’interesse.

Il film parte subito raccontando le peripezie di Mikael Blomkvist (Michael Nyqvist),  direttore della rivista d’opposizione Millennium, di cui facciamo la conoscenza proprio il giorno in cui un tribunale lo condanna per diffamazione: le rivelazioni che ha pubblicato sui loschi traffici di un industriale si sono rivelate infondate.

Una condanna che non impedisce al patriarca della ricchissima famiglia Vanger, Henrik (Sven-Bertil Taubel), di ingaggiarlo per scoprire chi avrebbe ucciso quarant’anni prima la sua amata nipote Harriet e che — per sfida — si ostina ogni anno a fargli recapitare nel giorno del compleanno della ragazza un fiore secco incorniciato. 

Ad aiutare  Blomqvist ci pensaperò una misteriosa hacker, Lisbeth Salander (la bravissima Noomi Rapace), incaricata dai Vanger di scoprire i possibili punti deboli dell’ispettore. L’indagine che Mikael e Lisbeth conducono  porterà  a galla una serie di delitti a sfondo religioso-sessuale, archiviati dalla polizia, che i due riusciranno a risolvere.  Scoprendo come il comportamento del tutore di Lisbeth non sia così eccezionale…

Tutto il film gioca su una continua dicotomia ideologica: gli indicibili segreti della ricca borghesia contrapposti alla moralità degli outsider; la purezza dei paesaggi scandinavi e la cupezza della società e così via.

Tematiche non certo originali ma c’è da dire che il gioco riesce alla perfezione. La regia di Oplev funziona a meraviglia e l’interpretazione dei due protagonisti (Michael Nyqvist e Noomi Rapace) è assolutamente impeccabile. E di questi tempi non è poco.