Coronavirus, a Londra dal 4 al 10 aprile la metà dei morti è stata per Covid-19

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 Aprile 2020 1:01 | Ultimo aggiornamento: 22 Aprile 2020 7:55
Coronavirus, a Londra un morto su due per Covid-19 dal 4 al 10 aprile

Coronavirus, a Londra un morto su due per Covid-19 dal 4 al 10 aprile (Foto archivio Ansa)

LONRDA  –  Nella settimana tra il 4 e il 10 aprile, a Londra la metà dei morti registrati è stata per coronavirus.  Nel resto dell’Inghilterra e del Galles un terzo dei morti è attribuibile al Covid 19

I dati arrivano dall’Istituto nazionale di statistica britannico (Ons, Office for National Statistics) e si aggiungono ad altri dati drammatici pubblicati da un articolo del Telegraph.

Test fallaci e non affidabili, ma anche mascherine, tute, guanti e respiratori spediti in Europa quando invece ce n’è una drammatica carenza nel Regno Unito. 

In Gran Bretagna si aggrava il caos nell’Nhs, il servizio sanitario nazionale, impegnato nella lotta al nuovo coronavirus, e cresce il pressing sul governo perché garantisca equipaggiamento protettivo sufficiente a ospedali e case di cura.

Da giorni il sistema lamenta una drammatica carenza di materiale protettivo, mentre il bilancio delle vittime del coronavirus continua ad aumentare. E adesso si scopre, almeno a sentire il Telegraph, che milioni di questi articoli ‘salvavita’ nelle scorse settimane furono caricati in camion e spediti in Germania, Spagna e Italia, nonostante le carenze drammatiche nel Paese.

I sindacati – che hanno chiesto un’indagine indipendente sulla gestione da parte del governo della crisi – affermano che la mancanza di dispositivi di protezione ha contribuito alla morte di oltre 100 operatori sanitari.

Non solo: sempre il Telegraph ha rivelato che i test per il coronavirus eseguiti su migliaia di persone del servizio sanitario nazionale in modo che potessero tornare al lavoro erano fallaci e non affidabili.

Secondo un documento del Public Health England (PHE) che doveva rimanere riservato, le autorità si sono accorte di prestazioni “fallaci” e risultati meno affidabili del dovuto. Peccato che quasi 100mila operatori sanitari e loro familiari siano stati sottoposti a test, con l’obiettivo di mandare il maggior numero possibile di personale in prima linea.

Il documento, datato 11 aprile, sostiene che sono stati identificati “risultati discordanti” nei test, che devono dunque essere ricontrollati. Ma il rischio è che migliaia di infermieri e medici trovati negativi potrebbero essere stati rimandati al lavoro mentre invece erano contagiosi. 

Il tutto mentre non è ancora terminata la saga del carico che doveva arrivare domenica dalla Turchia con un volo della Raf: 84 tonnellate di materiale, tra il quale 400mila tra mascherine e tute protettive che erano state preannunciate dal governo e non sono ancora arrivate.

Fonti turche hanno riferito a Sky News che la richiesta formale è stata fatta dal governo britannico solo domenica, esattamente il giorno dopo che un ministro, Robert Jenrick, aveva annunciato che “un carico molto significativo” era già in volo verso il Regno Unito.

Intanto continuano ad aumentare i decessi per coronavirus in Gran Bretagna: altri 823 morti sono stati registrati nelle ultime 24 ore portando il totale a 17.337. I contagi da Covid-19 nel Paese sono in tutto ​129.044. (Fonti: Agi, Telegraph)