Germania, treni fermi sei giorni per sciopero FOTO. Sfida politica a Angela Merkel

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Maggio 2015 16:46 | Ultimo aggiornamento: 5 Maggio 2015 17:19

BERLINO – Non uno sciopero qualsiasi, magari di venerdì dalle 8 alle 19 con fasce di garanzia. In Germania non funziona così. Funziona che nelle rare occasioni in cui viene deciso di scioperare si fermano i treni per sei giorni consecutivi. Dal lunedì alla domenica. No stop. Una sfida quella dei macchinisti del sindacato Gdl che è tutta politica ed ha come destinatario Angela Merkel. Soprattutto una sfida che, se vinta, costa caro un po’ a tutti. I macchinisti ci rimettono sei giorni di stipendio, tra il 20 e il 25%, la Germania rischia di rimetterci qualcosa di più: addirittura lo 0.1% del Pil. Non ci si faccia ingannare dallo zero virgola: è una cifra spropositata.

Angela Merkel, per ora, si tiene in retroguardia. Lascia che a trattare sia il ministro competente, ma ha fatto capire che la posta in ballo è troppo alta e che la mediazione è l’unica strada possibile. I sindacati, però, non sembrano starla a sentire: hanno respinto le prime offerte e confermato in blocco lo sciopero.

Non solo. Le questioni per cui trattano i macchinisti tedeschi, che sono già arrivati ad otto scioperi, fanno impallidire le rivendicazioni dei colleghi italiani. Riassume per il Sole 24 Ore Roberta Miraglia

Sul tavolo non ci sono soltanto l’aumento salariale del 5 per cento (la società ha offerto un incremento del 4,7% in due round e un’una tantum di mille euro); il limite di 50 ore annuali agli straordinari nonché una riduzione dell’orario da 39 a 37 ore settimanali. C’è soprattutto una delicata questione di rappresentanza sindacale. La sigla Gdl, infatti, rivendica il diritto di rappresentare non solo i macchinsiti ma tutto il personale delle viaggiante.

Le foto dello sciopero pubblicate da LaPresse.