Migranti, Alarm Phone: “Nuovo naufragio davanti alla Libia”. Open Arms in stallo

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 19 Agosto 2019 18:02 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2019 18:21
Migranti naufragio Open Arms

Open Amrs (foto archivio ANSA)

ROMA – Un altro naufragio davanti alle coste della Libia. Alarm Phone, il servizio di supporto a chi si trova in difficoltà nel Mediterraneo, parla su Twitter di un barcone con oltre 100 migranti a bordo che si sarebbe capovolto. Il rischio è di una nuova tragedia in mare. Intanto il destino dei 107 migranti a bordo della Open Arms resta incerto.

L’ennesimo allarme per un naufragio in mare è arrivato proprio da Alarm Phone nel pomeriggio del 19 agosto, che su Twitter scrive: “Un maxi naufragio nel Mediterraneo? Un pescatore ci ha riferito di una barca capovolta davanti alle coste della Libia. Ha detto di aver salvato tre persone ed aver visto molti cadaveri. I superstiti hanno detto che a bordo c’erano più di cento persone. In questo momento non siamo in grado di verificare questa informazione, ma temiamo sia avvenuta un’altra tragedia di massa”.

La situazione invece resta di stallo per i 107 migranti a bordo della Open Arms, che dovrebbe salpare alla volta delle Baleari dopo che l’Italia ha negato lo sbarco a Lampedusa. La Commissione europea ha chiesto di trovare una soluzione per uno sbarco immediato e ha rivolto un appello agli Stati membri e alle Ong per collaborare nel salvataggio.

Natasha Bertaud, portavoce dell’Esecutivo comunitario, ha ricordato tuttavia che la “Commissione europea non ha competenza sui porti di sbarco”. La portavoce ha inoltre spiegato che il commissario Dimitris Avramopoulos nei suoi contatti con gli Stati membri degli ultimi giorni ha sollevato anche la questione della Ocean Viking: “Continuiamo a seguire da vicino la situazione di Open Arms. Quest’ultima settimana abbiamo avuto contatti intensi con vari Stati membri per permettere lo sbarco delle persone a bordo della nave”.+

La Bertaud ha aggiunto: “Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos si è felicitato perché la Spagna ha offerto un porto di sbarco. Siamo altrettanto riconoscenti per la solidarietà dimostrata da Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Romania, che hanno tutti accettato di ricevere una parte di questi migranti. Ci felicitiamo in eguale misura anche per il fatto che l’Italia abbia permesso lo sbarco dei minori non accompagnati. La Commissione europea è pronta ad iniziare il coordinamento per il ricollocamento dei migranti quando lo sbarco avverrà. L’imperativo umanitario deve essere la priorità per tutti”.

Intanto le ong chiedono a Spagna e Italia di prendersi le proprie responsabilità e spiegano che non è possibile, al momento, navigare verso le Baleari. Oscar Camps e Riccardo Gatti, della ong Open Arms, hanno dichiarato: “Spagna e Italia si assumano le proprie responsabilità e si accordino su come gestire l’eventuale trasferimento nel porto sicuro che per noi è Lampedusa perché siamo a 800 metri: noi certamente non possiamo navigare verso Minorca o Maiorca con la situazione che c’è a bordo”.

I due hanno aggiunto: “Ci hanno comunicato che vorrebbero trasferire solo una parte dei 107 naufraghi nelle navi militari, il resto dei migranti dovremmo portarli noi e questo è impossibile”.

Gatti ha inoltre chiesto che vengano messi a disposizione “dei traghetti e non delle navi militari per fare viaggiare queste persone, stremate, in condizioni umane”. Rispondendo ai cronisti nel molo commerciale di Lampedusa, Gatti conferma che Open Arms ha avuto comunicazione ufficiale da parte dei governi di Italia e Spagna sulla loro disponibilità a occuparsi dei 107 naufraghi, “ma aspettiamo che si mettano d’accordo sulle modalità: queste persone vanno rispettate, hanno sofferto e soffrono abbastanza”. Quindi una stoccata a entrambi i governo: “Perché hanno aspettato 18 giorni per avanzare una soluzione?”. (Fonte ANSA)