Svezia, femministe in cravatta alla Lavalliere contro le molestie. Ma è la stessa di Melania Trump…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 maggio 2018 13:17 | Ultimo aggiornamento: 2 maggio 2018 13:17
Svezia, femministe in cravatta alla Lavalliere contro le molestie. Ma è la stessa di Melania Trump...

Svezia, femministe in cravatta alla Lavalliere contro le molestie. Ma è la stessa di Melania Trump…

ROMA – Il nodo con grande fiocco e le estremità morbidamente sporgenti verso il basso, la cravatta alla Lavalliere secondo il vocabolario della moda, è diventato in Svezia un simbolo femminista contro le molestie sessuali, retaggio del maschilismo e del patriarcato.

Un gesto di solidarietà fatto proprio dalla spontanea rivolta contro il licenziamento della segretaria perpetua dell’Accademia di Svezia, Sara Danius, fatta fuori a causa degli scandali sessuali all’interno della antica istituzione che promuove e consegna il Premio Nobel per la Letteratura.

App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui

Ladyblitz – Apps on Google Play

I fatti sono noti: per i ripetuti casi di molestie – tra i quali spiccano quelle ai danni della principessa Vittoria di Svezia quand’era adolescente, il membro più amato in patria della famiglia reale – attribuiti al fotografo/star francese Jean Claude Arnault, marito settantenne della poetessa e accademica di Svezia Katarina Frostenson, ha finito per pagare solo la Danius. E non, per esempio, tre vecchi segretari perpetui uomini che si sono ben guardati dal vigilare e nel caso denunciare.

Una palese ingiustizia nei confronti di Sara Danius, famosa in Svezia anche per il suo abbigliamento stiloso: tacchi alti, gonna a tubo e immancabile cravatta alla Lavalliere, un marchio di fabbrica ispirato, ma con di più di ironia ed eccentricità, a Margareth Thatcher. Per questo duemila autoconvocati si sono dati appuntamento sotto la sede dell’Accademia, mentre sui social network la cravatta feticcio è assurta a simbolo di protesta legato alla campagna #metoo.

Qualche problema, diciamo così di coerenza filologica rispetto alla battaglia femminista, però è sorto proprio sulla celebre cravatta: il nome viene dalla cortigiana favorita di Luigi XIV, madame Luise de la Valliere. E, in tempi più recenti, nota acutamente Le Monde, fece abbastanza scalpore quella ciclamino firmata Gucci indossata da Melania Trump durante il secondo duello tv contro Hilary Clinton in campagna elettorale.

In inglese quel nodo si chiama “pussy-bow”, il “nodo della gattina”, modo elegante per riferirsi ai fiocchi che adornano i mici  e alludere alle donne in termini non propriamente corretti. “Pussy bow” indossata quando erano appena usciti i volgari apprezzamenti di Donald che si vantava di prendere le donne, appunto, per la “pussy”. Ogni cravatta, e ogni simbolo, ha il suo increscioso rovescio…