In spiaggia vietato portare da casa cibo e bevande: il caso dei bagnanti perquisiti prima di entrare nei lidi

Il mare di Bacoli, a una trentina di chilometri da Napoli, nel golfo di Pozzuoli, è sicuramente uno dei più rinomati della zona. I turisti vi si riversano a migliaia e il sindaco non vuole che il buon nome della città venga offuscato da questa brutta vicenda.

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2022 - 08:44 OLTRE 6 MESI FA
In spiaggia vietato portare da casa cibo e bevande: bagnanti perquisiti prima di entrare nel lido

In spiaggia vietato portare da casa cibo e bevande: bagnanti perquisiti prima di entrare nel lido FOTO ANSA

Perquisiti prima di entrare in spiaggia perché portare bibite e viveri da casa è severamente proibito: succede, ed è subito diventato un caso, in alcuni lidi di Bacoli, località balneare dell’area flegrea. Qui i bagnanti sono costretti a subire questa sgradevole pratica. E se proprio vogliono bere o mangiare devono utilizzare il ristorante del lido. Un malcostume che è stato segnalato da alcuni cittadini al sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha reagito con un post di fuoco in cui annuncia che tutto questo finirà presto.

In spiaggia senza cibo e bevande da casa

“Trovo intollerabile – tuona il sindaco – vietare l’ingresso in spiaggia delle bottiglie d’acqua. Trovo intollerabile perquisire, all’ingresso dei lidi balneari, le borse frigo delle famiglie per impedire l’accesso di panini preparati da casa. A Bacoli questi scempi devono finire. Sono comportamenti che offendono la nostra terra, la nostra comunità”. Episodi, prosegue, che sono il segnale “di una convinzione, errata. Sia chiaro. Chi gestisce uno stabilimento balneare non è il padrone. Non è proprietario di nulla. È il concessionario di un bene demaniale. Sia chiaro, lo ripeto meglio. Non è il padrone di nulla. Ma gestisce un patrimonio pubblico, per un tempo. Perché la spiaggia è di tutti. Perché il mare è di tutti”.

E il mare di Bacoli, a una trentina di chilometri da Napoli, nel golfo di Pozzuoli, è sicuramente uno dei più rinomati della zona. I turisti vi si riversano a migliaia e il sindaco non vuole che il buon nome della città venga offuscato da questa brutta vicenda. “Ho profondo rispetto – dice – per quegli imprenditori che, con passione e nel rispetto delle regole, investono sui beni demaniali. Per chi li valorizza. Ho rispetto per chi paga le tasse, per chi garantisce contratti regolari ai lavoratori, per chi assicura la tutela dei più basilari diritti dei bagnanti. Per loro, e ne conosco tanti, tutta la mia stima. Perché fare l’imprenditore, soprattutto in questi tempi, non è semplice”. Ma pugno di ferro per chi vuole solo speculare, per coloro che pensano “di aver comprato, con quattro soldi, la sabbia”.

Le perquisizioni ai bagnanti

Non c’è spazio a Bacoli, dice il sindaco, per chi “tratta i lavoratori come schiavi, chi li umilia, chi li sottopaga, chi incassa senza pagare i tributi locali e chi è giunto al punto da sentirsi proprietario, tanto da arrogarsi il diritto di vietare l’ingresso in spiaggia di una bottiglia d’acqua. Con tanto di perquisizioni all’ingresso. È paradossale.
Questa categoria di prenditori di beni pubblici non è gradita a Bacoli. Dovete togliere il disturbo. Siete la rovina della nostra terra”. Al post – che ieri pomeriggio aveva raggiunto oltre 7.000 like e 1.500 commenti, tutti positivi – il sindaco Della Ragione ha fatto seguire le lettere di diffida, “affinché la si smetta con queste pratiche intollerabili. I beni demaniali sono beni di tutti. Gestirli, deve rappresentare un grande onore”.