Alemanno sperimenta il caos bagagli di Fiumicino. Un’ora per riavere la valigia, il sindaco si spazientisce

Pubblicato il 26 Agosto 2009 - 12:47 OLTRE 6 MESI FA

Anche il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha sperimentato il caos dell’aeroporto di Fiumicino. Un’ora abbon­dante davanti al na­stro della riconsegna bagagli «in piedi e senza aria condi­zionata». Il sindaco di Roma a braccia conserte ad attende­re le valigie che non arrivava­no mai.

Lunedì sera, 24 agosto, il primo cittadi­no era di ritorno da Venezia, volo Az 1474, dopo essere sta­to qualche giorno a Cortina. Il rientro è stato anticipato per partecipare, ieri a Roma, ai funerali di Bartolo Gallitto, 88 anni, paracadutista nella Rsi con la Decima Mas e tra i fondatori del Msi con un pas­sato di segretario federale nel­la Capitale.

L’aereo Alitalia ha toccato terra alle 20.30. Assie­me alla moglie Isabella Rauti, il sindaco ha atteso con pa­zienza l’arrivo dei bagagli. Che sono apparsi solo dopo più di un’ora, assicurati da un nastro adesivo tricolore, lo stesso usato per arrotolare gli effetti personali degli atle­ti durante gli spostamenti ai Mondiali di nuoto. «Mi piace­va tutto quel biancorossover­de e ho chiesto agli organizza­tori se potevo averne un roto­lo», ha spiegato Alemanno a qualche passeggero incuriosi­to che aveva notato la singola­re striscia di scotch.

Passato un po’ di tempo a firmare autografi e a rispon­dere al cellulare, il sindaco ha finito per spazientirsi come le altre centinaia di passegge­ri in attesa al molo della ricon­segna. Per questo ieri, visto il ripetersi dei disagi, ha convo­cato un vertice in Campido­glio (la data è da fissare tra il 7 e l’8 settembre) con Adr, Enac e le società di handling che operano al Leonardo da Vinci.

«Si tratta di una situa­zione grave che perdura da tempo — è sbottato Aleman­no — e il problema riguarda anche la società di gestione degli aeroporti. L’obiettivo è mettere in campo uno sforzo comune per portare Fiumici­no al rango di uno scalo inter­continentale ».