“Alessandro Popeo picchiava Natascia”: lei chiese aiuto a centro antiviolenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 settembre 2014 12:43 | Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2014 12:44
"Alessandro Popeo picchiava Natascia": lei chiese aiuto a centro antiviolenza

Natascia Meatta (Foto da Facebook)

ROMA – “Alessandro Popeo maltrattava Natascia Meatta”: gli amici e i vicini di casa della giovane mamma di 27 anni di Tor Bella Monaca, a Roma, raccontano ad Adelaide Pierucci del Messaggero quel che succedeva prima che lui, per sbaglio o forse no, sparasse un colpo mortale alla sua ex moglie, uccidendola.

“Una volta li ho visti discutere sotto casa. Lui le sferrava i pugni in faccia come potrebbe fare un uomo contro un altro uomo. Natascia, mite com’era, cercava di schivare. Volevo scendere, intromettermi, mia moglie mi ha fermato. Lui si era calmato non sono più intervenuto”,

ha raccontato un vicino di casa.

Per quelle botte Natascia si era anche rivolta ad un centro antiviolenza, “La Casa del cittadino”.

“Più volte l’ho vista coi lividi”, ha detto Fernando Vendetti, promotore dell’associazione ed ex vicepresidente della commissione sicurezza del VI municipio,

“lei difficilmente ne parlava, anche se aveva chiesto assistenza legale. Ma sapevamo tutti che lui, a tratti, diventava violento, e la picchiava. Quello sparo in casa visti i precedenti, quindi, fa pensare”.

E dai racconti di chi conosceva la coppia viene anche fuori che Popeo, guardia giurata, spesso girava con la divisa e la pistola anche quando non era in servizio. Come quel giorno in cui è andato a casa di Natascia e la pistola ha esploso il colpo. Era in malattia, ma si presentò vestito di tutto punto.

 “A volte la divisa la indossava comunque per sentirsi più sicuro. Per esempio quel giorno aveva la macchina senza assicurazione e sperava che la divisa fosse un deterrente in caso fosse incappato in un posto di blocco. Stava sempre con quella pistola. Più che un vigilante si sentiva uno sceriffo”.