Attentato Adinolfi: nelle intercettazioni conversazioni con anarchici greci

Pubblicato il 16 settembre 2012 19:26 | Ultimo aggiornamento: 16 settembre 2012 19:26
Gli attentatori ripresi dalle telecamere

Gli attentatori ripresi dalle telecamere

GENOVA  – Tra i ‘nuovi elementi’ che hanno convinto il gip di Torino a disporre una misura cautelare in carcere per Cospito e Gai, i due presunti autori dell’agguato a Roberto Adinolfi, manager di Ansaldo, avvenuto a Genova nel maggio di quest’anno, ci sono alcune intercettazioni ambientali e telefoniche effettuate dalla Digos di Napoli che hanno portato l’ufficio di sicurezza interna della questura di Genova ad effettuare nuove e più approfondite valutazioni. Una delle intercettazioni è stata effettuata il 10 maggio, tre giorni dopo l’attentato a Adinolfi, all’interno di un centro studi libertari di Napoli, dove alcuni anarchici di area informale discutono proprio dell’attentato in base alla rivendicazione appena ricevuta con una e-mail, un giorno prima dunque che il documento arrivasse alla redazione milanese del Corsera.

Nell’intercettazione, un anarchico avverte gli altri: ”Titenetevi edotti… l’abbiamo avuta” e gli rispondono ”ma che cosa? il comunicato della Fai Informale?”, ”ma sul fatto del Valentino?”. Il riferimento al parco torinese del Valentino è, secondo gli inquirenti, un riferimento alla provenienza degli attentatori. Cospito vive a poche centinaia di metri da quel parco. La rivendicazione era dunque attesa e gli interlocutori sono considerati dal servizio centrale antiterrorismo elementi di spicco del circuito anarco-insurrezionalista direttamente in contatto con la Cospirazione delle cellule di fuoco greca, titolati quindi a ricevere comunicazioni di questo genere.

Ed è stato proprio un greco, Christos T., che si recò a Torino qualche settimana prima del ferimento di Adinolfi, a dire all’interno dello stesso centro studi ”Il 7 maggio iniziano i lavori”, ovvero secondo la digos inizia una nuova fase strategica del movimento anarco-insurrezionalista. La scelta di indirizzare la rivendicazione a un gruppo anarchico napoletano, secondo gli inquirenti, porta a sottolineare come in quel periodo stava maturando l’idea di aggregare individualità e collettivi anarchici più radicali con i gruppi più oltranzisti nati in Grecia come appunto la Cospirazione delle cellule di fuoco. Questo processo avrebbe portato a un incontro organizzativo specifico che si sarebbe dovuto tenere a Napoli in previsione di un’assemblea con i greci.

Due sono gli elementi che avrebbero intrecciato la loro storia con quella di Cospito e che compiono una serie di viaggi a Milano, Firenze, Genova e Torino. A Torino, il cellulare di Christos T. è stato infatti rintracciato proprio vicino al parco del Valentino, un mese prima dell’attentato a Adinolfi.