Cronaca Italia

Baby squillo dei Parioli: scarcerata la mamma che diceva “ti devi organizzare”

prostituzione2_casa_chiusa_0ROMA – Esce dal carcere la mamma di una delle due baby squillo dei Parioli, quella che a suo dire non sapeva che la figlia si prostituisse, “solo” che spacciasse. La donna era stata arrestata nell’ottobre scorso. Lo ha deciso il gip Maddalena Cipriani disponendo per lei l’obbligo di dimora e il divieto di incontrare la figlia. La ragazzina, 14enne all’epoca dei fatti, ha sempre detto ai magistrati che la mamma ignorasse la vera fonte di tutti quei soldi che portava a casa. Eppure alcune intercettazioni che compongono l’inchiesta sembrano raccontare altro, per esempio questo scambio madre-figlia a proposito della scuola:

 “Non mi puoi ritirare mamma, non c’ho 16 anni, non lo puoi fare“. E la madre: “A posto, allora ce devi annà perché fino a che non…”. E la figlia la interrompe: “io voglio andarci… mamma io ci voglio andare però non voglio andarci senza aver fatto i compiti“. La ragazzina nell’intercettazione infatti lamentava di non “avere tempo per fare i compiti” considerato che doveva frequentare la casa ai Parioli e incontrare i clienti. La madre la spronava “ad organizzarsi”. “Il tempo si trova per fare i compiti, quando tu esci da scuola torni a casa … due ore studi … tre ore e…”, suggeriva la donna alla ragazzina che replicava “dopo non ce la faccio ad andare da Mimmi (Mirko Ieni, uno degli sfruttatori arrestati, ndr), non ce la faccio se studio prima”. E la madre allora propone la seguente organizzazione: “Devi trovare un modo per poter organizzarti, considerando poi che esci a mezzogiorno da scuola, dall’una alle tre puoi studià, tanto tu vai sempre alle tre lì”.

Il giudice ha disposto la scarcerazione per altre due persone finite in carcere per questa vicenda: il commercialista Riccardo Sbarra e Marco Galluzzo. Nei confronti di Sbarra, assistito dagli Agostino Mazzeo e Piergiorgio Micalizzi, il giudice ha stabilito l’obbligo di dimora a Roma e il divieto di lasciare l’abitazione dalla ore 21 alle ore 6 del mattino. Al commercialista si contesta non solo di aver avuto rapporti con le due minorenni, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Domiciliari anche per Galluzzo, uno dei clienti dell’appartamento ai Parioli dove avvenivano gli incontri e accusato, inoltre, di aver ceduto cocaina ad una delle ragazzine in cambio delle prestazioni. 

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