Cronaca Italia

Baby squillo Parioli: “Con la mia età Mirko Ieni aumentava clienti”

Baby escort Parioli. "Mirko Ieni sapeva mia età e la usava per aumentare clienti"ROMA – “Credo che Mirko Ieni sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza”. E’ quanto ha sostenuto una delle due ragazzine coinvolte in un giro di prostituzione minorile nel quartiere Parioli, a Roma, sentite nell’ambito dell’incidente probatorio davanti al gip.

La ragazza rispondendo alle domande del procuratore aggiunto, Maria Monteleone, ha spiegato che il suo sfruttatore sarebbe stato, quindi, a conoscenza della giovanissima età e che la conoscenza con lui sarebbe avvenuta tramite un annuncio pubblicato su internet. La ragazza ha aggiunto di aver “iniziato perché aveva voglia di fare molti soldi, per non farmi mancare nulla”.

Raccontando di quando ha deciso di iniziare, la ragazza, collegata in videoconferenza con l’assistenza di un avvocato e di uno psicologo, ha affermato che un giorno è “andata su Google e ho scritto ‘fare soldi facili’ e poi ho risposto a un annuncio“. Da lì, tramite chat, è arrivato il contatto con il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla e poi con Mirko Ieni. “So che Pizzacalla è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata – ha detto – Ieni invece, sapeva tutto di me anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi”. La giovane ha spiegato che nel giro di prostituzione dei Parioli non c’erano altre minorenni tranne la sua amica di 16 anni che verrà sentita mercoledì con le stesse tutele davanti al gip Maddalena Cipriani. Anche la madre di quest’ultima, arrestata il 28 ottobre, sarà sentita mercoledì.

Repubblica inoltre scrive:

L’appartamento di viale Parioli per le baby squillo sarebbe stato messo a disposizione da Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alle due minorenni, nonché la pubblicizzazione dei servizi offerti, sul sito web bakecaincontri.com. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due ragazzine, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Invece Michael Mario De Quattro deve rispondere di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi. Il caporalmaggiore Nunzio Pizzacalla avrebbe indotto le due minori a prostituirsi, procacciando clienti, mantenendo la contabilità ed impartendo disposizioni sulle tariffe.

Avrebbe sfruttato la prostituzione anche di maggiorenni e indotto una delle baby squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. Il verbale di una testimonianza resa da una lucciola con diversi anni di esperienza è stato depositato oggi e riscontrerebbe una serie delle ipotesi prospettate dagli inquirenti rispetto al ruolo svolto dai diversi soggetti della vicenda. De Quattro deve rispondere anche della tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro dalla più grande delle due minorenni, dopo aver videoregistrato un incontro “hot” a sua insaputa, dietro la minaccia di diffondere il filmato. Altri tre clienti sono indagati per i rapporti sessuali che avrebbero avuto con le giovanissime escort. Un quarto anche per aver ceduto cocaina alla ragazzina in cambio delle prestazioni.

To Top