Bari, il pm Antonio Laudati rinviato a giudizio. L’accusa: “Favorì Tarantini”

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2014 14:57 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 17:59
Antonio Laudati (Foto Lapresse)

Antonio Laudati (Foto Lapresse)

LECCE – Avrebbe fatto in modo di rallentare le indagini e in questo modo favorire Gianpaolo Tarantini e Berlusconi. Con queste accuse l’ex procuratore di Bari Antonio Laudati è stato rinviato a giudizio dal gup di Lecce Cinzia Vergine per abuso d’ufficio e favoreggiamento personale nell’ambito delle inchieste baresi sul caso delle escort portate da Tarantini alle feste dell’ex premier.

Contrariamente alle altre udienze, Laudati non era presente in aula. Nei giorni scorsi i suoi legali Angelo Pallara e Andrea Castaldo avevano depositato un ulteriore memoria difensiva ed alcuni atti relativi ad ulteriori indagini difensive. Nel procedimento è coinvolto anche l’ex pm barese Giuseppe Scelsi che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato e la cui posizione è stata stralciata.

Oltre all’ex procuratore di Bari Laudati il gup del tribunale di Lecce Cinzia Vergine ha rinviato a giudizio quattro giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa ai danni di Laudati e per omesso controllo il direttore di Repubblica, Ezio Mauro, e l’ex direttore del Corriere del Mezzogiorno, Marco De Marco. Dal 5 maggio prossimo dinanzi al Tribunale di Lecce, oltre a Laudati, accusato di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale, comparirà il cronista Gianni Lannes, accusato di aver offeso in un articolo la reputazione di Laudati, del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, e dell’allora capo di gabinetto di quest’ultimo, Francesco Manna.

L’articolo pubblicato sulla testata on line Costruendo l’Indro, faceva riferimento ad un finanziamento concesso dalla Regione ad un convegno sulla giustizia organizzato a Bari da Laudati. Gli altri articoli ritenuti dalla pubblica accusa diffamatori per la reputazione del procuratore Laudati sono quelli della cronista di Repubblica-Bari, Mara Chiarelli, (di omesso controllo risponde il direttore del quotidiano Ezio Mauro), di Massimiliano Scagliarini de ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ e di Nazareno Dinoi del ‘Corriere del Mezzogiorno-Puglia’ (di omesso controllo è accusato l’allora direttore della testata, Marco De Marco).