Bologna, sindaco Merola denuncia: “Bimbo cinese aggredito da teppisti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Febbraio 2020 18:20 | Ultimo aggiornamento: 6 Febbraio 2020 18:54
Bimbo cinese aggredito a Bologna: denuncia del sindaco Virginio Merola

Bimbo cinese aggredito a Bologna: denuncia del sindaco Virginio Merola (Foto da Facebook)

BOLOGNA – Un bimbo cinese è stato insultato e spintonato da alcuni ragazzi a Bologna. Il bambino di 11 anni non si è fatto male, ma l’aggressione teppista resta. A denunciare l’accaduto è il sindaco della città, Virginio Merola, che ribadisce: “Qui non c’entra il coronavirus, c’entra la civiltà”. E proprio il cittadino parla infatti di aggressione “a sfondo razzista”.

 L’episodio è avvenuto il 5 febbraio nei pressi di una scuola, ma i genitori non avrebbero sporto denuncia alle autorità. A quanto risulta, dunque, al momento non è stato aperto alcun fascicolo dall’autorità giudiziaria minorile, non essendo arrivata nessuna segnalazione formale.

Il sindaco scrive su Facebook: “Ho saputo di un gravissimo, intollerabile, episodio accaduto a un bambino di 11 anni italiano di origine cinese, di cui ho informato il Questore. Un’aggressione teppistica a sfondo razzista da parte di alcuni ragazzi che hanno insultato e spintonato il bambino colpevole solo di avere origini cinesi. Per fortuna il bimbo non si è fatto male. Qui non c’entra il coronavirus, c’entra la civiltà”. 

A giudizio del primo cittadino bolognese “episodi simili si stanno purtroppo ripetendo a Bologna come altrove e si aggiungono ad altri, di questi giorni, sempre a sfondo razzista. Più grave ancora, in questo episodio, è il fatto che l’aggressione abbia visto come autori altri ragazzi”.

Quindi, prosegue Merola su Facebook, “la mia sincera solidarietà al bambino e alla sua famiglia. Chiedo a tutti i nostri concittadini di non tacere di fronte ad altri, eventuali, soprusi frutto del clima di odio che una politica becera e irresponsabile sta da tempo alimentando. Questa volta – argomenta – è il virus, un’altra l’antisemitismo o altre forme di razzismo. Opponiamoci, fermiamo questa spirale. Sono pronto, se lo vorrà, a incontrare la famiglia di questo bambino. Così come ho intenzione di andare dove sarà opportuno – conclude il sindaci di Bologna – a cominciare dalle scuole, per dialogare su un problema così insidioso e cruciale con i ragazzi e i loro genitori”.  

(Fonte ANSA)