Brescia, neonato morto agli Spedali Civili per infezione da batterio. 10 i contagiati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 agosto 2018 16:59 | Ultimo aggiornamento: 11 agosto 2018 22:29
Brescia, neonato prematuro morto di infezione batterica

Brescia, neonato morto in ospedale per un batterio

BRESCIA – Un neonato è morto agli Spedali civili di Brescia per una infezione causata dal batterio serratia marcescens. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Il bimbo era nato prematuro ed era stato ricoverato con il gemellino.

Sia i due bimbi che altri piccoli presenti nel reparto di patologia neonatale avevano contratto il batterio, ma il neonato è morto nella giornata di martedì e ora i carabinieri del Nas hanno acquisito tutta la documentazione medica.

La Procura di Brescia ha aperto un fascicolo contro ignoti sull’accaduto e ha disposto l’autopsia. Secondo la ricostruzione dell’Ansa, il piccolo, nato prematuramente da una coppia bresciana, era ricoverato nel reparto di patologia neonatale dell’ospedale con il gemellino, che avrebbe contratto l’infezione a sua volta ma che starebbe rispondendo alle cure. Sarebbero complessivamente otto i neonati infettati dal virus che, si contrae in ambito ospedaliero. I bambini sono ricoverati in terapia intensiva e le loro condizioni sono stabili.

Spedali Civili di Brescia: “Dieci casi di infezione”. 

La direzione dell’ospedale presciano ha precisato in una nota che “presso il reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’ASST Spedali Civili di Brescia si è sviluppato un focolaio epidemico di infezione/colonizzazione da Serratiamarcescens, caratterizzato da tre casi di sepsi neonatale, un’infezione delle vie urinarie e sei casi di colonizzazione”, ovvero in tutto dieci casi.

“Il 20 luglio – spiega l’ospedale bresciano – è stata identificata una condizione di malattia da Serratiamarcescens in due neonati, con isolamento del germe da emocolture (del 18 e 19 luglio) ed a un terzo neonato sono stati riscontrati segni clinici di congiuntivite, con isolamento del microrganismo da tampone oculare (effettuato il 19 luglio)”.

“I primi due casi diagnosticati sono andati progressivamente migliorando ed attualmente sono in via di risoluzione, purtroppo il terzo paziente ha sviluppato segni clinici da shock settico ed un quadro clinico che è progressivamente peggiorato e, nonostante la terapia antibiotica a largo spettro e tutte le cure intensive prestate ha cessato di vivere”.

Sono stati poi altri i casi diagnosticati: “Attualmente – scrive il Civile – dei dieci neonati positivi per Serratia 6 sono ancora degenti. E dei restanti 27 degenti risultati negativi allo screening 10 sono stati dimessi e 17 sono ancora ricoverati”.