Cagliari, il bus coi documenti sul traghetto e i ragazzini lasciati a terra. Dopo 3 ore tornano a prenderli

di Daniela Lauria
Pubblicato il 4 Agosto 2019 19:22 | Ultimo aggiornamento: 4 Agosto 2019 19:22
Cagliari, il bus coi documenti sul traghetto e i ragazzini lasciati a terra. Dopo 3 ore tornano a prenderli

Il traghetto Ariadne della Tirrenia tornato indietro dopo 3 ore di navigazione per recuperare una comitiva di ragazzini francesi

CAGLIARI – Il pullman sul traghetto, con a bordo i loro documenti, e i ragazzini rimasti a terra. Accade a Cagliari dove 25 adolescenti stranieri e il loro accompagnatore non sono riusciti a salire sul traghetto Ariadne, in partenza sabato 3 agosto alle 19.30, perché sprovvisti dei documenti di viaggio, rimasti sul bus già imbarcato. Così la nave, salpata nel frattempo alla volta di Palermo, è poi tornata indietro a prenderli. Dopo oltre tre ore di navigazione e una riunione dei dirigenti della Tirrenia, mossi a compassione per la sventurata comitiva.

La decisione è stata presa anche per non lasciare 25 minorenni per una notte intera senza documenti, cosa che gli avrebbe impedito anche di pernottare in hotel e ripartire eventualmente in aereo o con un altro traghetto. Alla fine la nave è ritornata a Cagliari, ha imbarcato i ragazzini ed è ripartita dopo la mezzanotte per Palermo. Ma gli altri passeggeri dell’Ariadne non hanno affatto gradito il contrattempo.

“E’ stato un viaggio da incubo – racconta un padre in partenza col figlio per le vacanze in Sicilia – siamo sbarcati a Palermo con quattro ore di ritardo e a bordo si è rischiata la sommossa quando l’altoparlante ha annunciato che dopo tre ore di navigazione si tornava a Cagliari per prendere dei ritardatari rimasti a terra, senza nemmeno dire che si trattava di ragazzi minorenni”.

Increduli, come lui, anche gli altri passeggeri che prevedevano di sbarcare in orario alle otto di questa mattina. “Siamo rimasti tutti sgomenti, a nessuno era mai capitata una cosa del genere perché solo se la nave rischia di affondare ritorna in porto, non certo per prendere dei ritardatari, per i quali comunque si sarebbe potuta azionare l’assistenza diplomatica visto che erano stranieri e potevano metterli su un volo. Per 25 ragazzini non si possono stravolgere i programmi di centinaia di altre persone”.

Quanto ai ritardatari, “sul molo c’erano tre auto della Polizia e abbiamo visto i ragazzi che in realtà sembravano degli adulti che venivano fatti salire sul traghetto con accorgimenti affinché non venissero a contatto con gli altri passeggeri imbufaliti da quello che tutti hanno ritenuto un contrattempo ingiustificato”. (Fonte: Ansa)