Caro vacanze, a Recco in Liguria si spendono 30 euro per un chilo di focaccia

Caro vacanze, tariffe inaccettabili in tutta la Liguria e non solo. Dalle Cinque Terre diversi episodi che descrivono un estate folle per quanto riguarda i prezzi.

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 7 Agosto 2023 - 15:51
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Ansa

Cinque Terre, uno dei luoghi tra i più apprezzati in Liguria per passare le vacanze. Qui si è verificato un nuovo caso da “caro-scontrino”.  A Recco, per un chilo di focaccia si spendono infatti 30 euro. 

Caro vacanze, a Recco si spendono 30 euro per un chilo di focaccia

La focaccia, in Liguria è una delle specialità più apprezzate. Questa estate sta diventando un cibo proibito. Oltre al caso di Recco si viaggia infatti su una media di 18-20 euro. Si arriva poi a 25 euro a Varigotti, importo un po’ più basso rispetto al caso limite di Recco. 

Caro vacanze, tariffe inaccettabili in tutta la Liguria

E non c’è solo il “caro focaccia” in questa estate di rincari folli. Leggo che cita il Corriere riporta il costo di alcuni beni essenziali per passare una gradevole vacanza. Beni che hanno subito rincari davvero incredibili. Per il parcheggio si parte da un minimo di quasi 2 euro a ora. A Paraggi (Santa Margherita Ligure), la sosta può però costare anche 6 euro l’ora. I prezzi degli hotel sono saliti in media del 10-12% arrivando a costare, a Santa Margherita, 7mila euro alla settimana per una famiglia di 4 persone. A Diano Marina si viaggia oltre 4mila, a Lerici almeno 3.500. Una madre con due figli racconta sconsolata: “Per un giorno al mare non spendiamo meno di 500 euro“.

Come giustificano i rincari gli operatori

Gli operatori e i ristoratori si giustificano dicendo che “il turismo qui è cambiato”. La colpa sarebbe dei tanti stranieri che arrivano da queste parti: “Ci sono per lo più stranieri e hanno abitudini diverse a cui ci siamo dovuti adeguare. Apriamo presto e chiudiamo prima la sera, per questo siamo stati costretti ad alzare i prezzi se no non riusciamo a coprire i costi”. Peccato che un turista spenda di più anche solo per sedersi in spiaggia. E peccato anche che “aprire presto la mattina e chiudere prima la sera” non abbia nessun legame con l’aumento dei prezzi.

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