Catania, il papà che ha lasciato il figlio in auto: “Ho solo un vuoto in testa”

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Settembre 2019 10:34 | Ultimo aggiornamento: 20 Settembre 2019 10:36
Catania, il papà che ha lasciato il figlio in auto: "Ho solo un vuoto in testa"

Il parcheggio in cui è morto il bimbo di Catania (Foto Ansa)

CATANIA –  E’ stata sentito per poco meno di due ore Luca Cavallaro, l’ingegnere di 43 anni padre del bimbo di due anni morto per asfissia dopo essere stato dimenticato in auto nel parcheggio della cittadella universitaria di Catania. L’uomo, indagato per omicidio colposo (come atto dovuto), è stato interrogato negli uffici della Squadra mobile. Un investigatore parla di lui come di un “uomo disperato, distrutto, che piange continuamente e non riesce a spiegare l’accaduto”.

Agli investigatori ha detto di ricordare “solo di essere uscito di casa alle otto del mattino e di avere sistemato Leonardo nel seggiolino, fissato nel sedile posteriore dell’auto”. Poi ha aggiunto: “Ho soltanto un grande vuoto in testa”. 

Un black-out ha offuscato la mente dell’uomo che dopo avere chiuso l’auto, lasciando dentro il bimbo, è andato al lavoro senza mai avere coscienza della tragica dimenticanza, sino a quando sua moglie non l’ha contattato al telefono per sapere dove fosse il bimbo. Lo era andato a prendere al nido, ma non lo aveva trovato. A quel punto l’uomo si è precipitato nel parcheggio, ma il piccolo era ormai esanime, dopo cinque ore chiuso in auto sotto il sole. Il padre lo ha portato subito al pronto soccorso del Policlinico, ma i medici hanno solo potuto constatarne la morte. 

La norma sui seggiolini salva-bebè

La tragedia di giovedì 19 settembre, l’ennesima del genere, si sarebbe potuta evitare se la norma che impone in Italia l’uso di seggiolini salva-bebè fosse già stata operativa. Ma al momento così non è perché manca il regolamento attuativo.

Sull’onda di episodi simili a quella di oggi a Catania il Parlamento ha votato un anno fa l’obbligo di usare un sistema di allarme per i piccoli che rischiano di essere dimenticati in auto al caldo. Ma l’iter, che prevede anche il parere del Consiglio di Stato, non si è ancora concluso. (Fonti: Ansa, Agi)