Cerca sul web voto della tua scuola. Ma se lo danno da sole

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Novembre 2015 11:08 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2015 11:08
Cerca sul web voto della tua scuola. Ma se lo danno da sole

Cerca sul web voto della tua scuola. Ma se lo danno da sole

ROMA – Da oggi 4 novembre è possibile trovare online il voto della scuola dove mandi i tuoi figli. Basta andare sul sito cercalatuascuola.istruzione.it, ricercare la scuola per nome e poi leggere la valutazione. C’è un problema: quel voto, le scuole, se lo danno da sole. Autovalutazione. E non a caso, come racconta sul Corriere della Sera Valentina Santarpia, le valutazioni delle scuole sono tutte o quasi almeno sufficienti.

Per arrivare a quello che il ministro Stefania Giannini definisce una “giornata straordinaria per il nostro Paese” ci sono voluti tre anni di lavoro. Il tempo di raccogliere i dati e realizzare il portale. Il problema è ovviamente di credibilità: sono autovalutazioni, un modo in cui la scuola giudica se stessa. Spiega Santarpia:

Esiti degli scrutini e degli esami di Stato, risultati delle prove Invalsi, informazioni sulla prosecuzione negli studi o nel mondo del lavoro degli studenti diplomati, caratteristiche del dirigente scolastico (anni di esperienza, tempo di permanenza nella scuola), caratteristiche del corpo insegnante (dall’età media dei docenti alla tipologia di contratto prevalente), informazioni dettagliate sull’organizzazione del curricolo e della progettazione didattica. Tutto a portata di click.Da oggi, a distanza di quasi tre anni dalla prima approvazione del regolamento di valutazione, la scuola italiana si mette finalmente in chiaro. Sono infatti on line i Rapporti di autovalutazione (Rav) delle scuole, frutto di un anno di lavoro in cui ogni istituto ha confrontato i propri dati con quelli provinciali, regionali e nazionali e ha messo nero su bianco i propri punti di forza e debolezza, abbinandoli a precisi obiettivi di miglioramento.

Che voto si danno le scuole.  “In medio stat virtus” diceva e scriveva Cicerone. E le scuole italiane sembrano averlo preso alla lettera. Quasi tutte si danno sei. Una sufficienza che “salva la faccia” ma che allo stesso tempo non attrae troppo l’attenzione. Ancora Santarpia:

Per ora i primi elementi che emergono dagli «autogiudizi» delle scuole fanno pensare che gli istituti si siano attribuiti un giudizio intermedio, per non gonfiare le proprie performance ma neanche svalorizzarle agli occhi esterni. Per le aree degli Esiti e dei Processi le scuole dovevano esprimere un giudizio su se stesse – uno per ciascuna delle voci previste – utilizzando una scala da 1 a 7 (1=situazione molto critica, 7=eccellente). Ogni giudizio andava motivato. Secondo una prima analisi, le scuole tendono a posizionarsi, omogeneamente sul territorio, intorno ad un livello 4 (sommando Esiti e Processi), il che evidenzia una situazione complessivamente positiva. In particolare, per l’area degli Esiti il punteggio medio che le scuole si sono attribuite in relazione ai risultati raggiunti dai ragazzi è 5,02, quello relativo alle prove Invalsi 4,14, quello relativo alle competenze chiave e di cittadinanza 4,69, per i risultati a distanza (esiti post-diploma) è 5,29. Un quadro complessivamente più che sufficiente.