Cinema. Autorizzazioni più facili da ottenere per sale entro i 3mila posti

Pubblicato il 1 Febbraio 2012 12:45 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2012 13:39

ROMA – Autorizzazioni piu' facili per l'apertura di sale cinematografiche entro i 3 mila posti. Lo prevede una norma contenuta – ha annunciato oggi alla commissione cultura della Camera il ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi- nel decreto semplificazioni del governo approvato venerdi' scorso dal Cdm e da oggi in Gazzetta. Una norma, ha precisato ai deputati il ministro, ''gia' oggetto di controversie, nel senso che alcuni sono molto contrari, altri favorevoli''.

La novita', che fa parte di un pacchetto di cinque provvedimenti destinati alla cultura, tra i quali c'e' anche – dopo le polemiche scoppiate per il caso Colosseo, il via ad un regolamento per i contratti di sponsorizzazione dei restauri – prescrive che non sia piu' necessaria l'autorizzazione del ministero dei beni culturali per ''le multisale entro i 3 mila posti''.

Si tratta di un provvedimento, ha spiegato Ornaghi usando il condizionale proprio per sottolineare il fatto che e' gia' oggetto di controversia ''che servirebbe a snellire il processo amministrativo per l'apertura delle sale cinematografiche. Per le sale sotto i 3 mila posti non servira' piu' l'ok del Mibac, fermo restando pero' tutte le altre autorizzazioni, precisa il ministro, compreso il nulla osta dei vigili del fuoco''.

E' una norma, ha aggiunto il ministro che ha voluto illustrare le novita' prima di rispondere alle domande sui temi piu' vari che gli erano state fatte nelle precedenti sedute dell'Audizione alla Commissione Cultura della Camera, ''che credo fosse gia' all'attenzione dell'Autorita' per la concorrenza''.

Le altre norme per i beni culturali contenute nel decreto semplificazioni approvato venerdi' dal cda, ha proseguito Ornaghi, riguardano il paesaggio, la razionalizzazione degli interventi del ministero a sostegno dei privati proprietari di beni culturali, la verifica dell'interesse culturale degli immobili pubblici avviati verso la dismissione e la sponsorizzazione dei restauri da parte dei privati.

SPONSOR: per assicurare il rispetto dei principi di economicita', efficacia, imparzialita' e trasparenza, ha spiegato Ornaghi, ''sono state definite in modo chiaro e inequivocabile le procedure per la collaborazione tra l'Amministrazione e gli sponsor privati, desiderosi di concorrere al restauro di un bene culturale''. Il provvedimento, ha precisato il ministro, ''disciplina due modalita' di sponsorizzazione: la sponsorizzazione pura, che si risolve nella mera erogazione del finanziamento, e quella tecnica, nella quale lo sponsor si impegna non solo ad erogare un contributo economico, ma anche a curare la realizzazione dell'intervento''.

PAESAGGIO: Si tratta di una norma, ha spiegato Ornaghi, che ''riapre la delega per definire e ampliare la casistica degli interventi di lieve entita' soggetti a procedura semplificata, gia' prevista dal d.P.R. n. 139 del 2010. Il Ministero dovra' emanare entro un anno un apposito regolamento, dove verranno indicate le ulteriori semplificazioni nei procedimenti''.

INTERVENTI A SOSTEGNO DI PRIVATI PROPRIETARI DI BENI CULTURALI: Obiettivo della norma, ha spiegato Ornaghi, ''razionalizzare la distribuzione dei contributi ai privati, proprietari di beni culturali, soggetti per legge all'obbligo della conservazione''. Prevede la creazione di un coordinamento a livello centrale e la pianificazione della concessione dei contributi, ''in modo da garantire un'equita' territoriale con le esigenze di compatibilita' di bilancio e in relazione all'effettiva disponibilita' annuale dei fondi''.

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI VERIFICA DELL'INTERESSE CULTURALE: Nell'ambito delle procedure di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico, ha precisato Ornaghi, la norma demanda al ministero dei beni culturali il compito di stipulare accordi e fissare linee guida per accelerare notevolmente i tempi delle procedure di dismissione. Per questo il Mibac emanera' entro 60 giorni un decreto che indichi le modalita' tecniche e operative per il processo di verifica dell'interesse culturale.