Colpo di grazia: penna nella nuca a ucraino ucciso a Napoli

di redazione Blitz
Pubblicato il 2 Settembre 2015 12:36 | Ultimo aggiornamento: 2 Settembre 2015 12:36
Colpo di grazia: penna nella nuca a ucraino ucciso a Napoli

Colpo di grazia: penna nella nuca a ucraino ucciso a Napoli

NAPOLI – Anatoliy Korol, il muratore ucraino di 38 anni morto mentre tentava di sventare una rapina in un supermercato di Castello di Cisterna (Napoli) è stato finito a colpi di penna. A raccontare quegli ultimi istanti di vita del muratore-eroe è stato il direttore del supermercato Lino Sgueglia. Intervistato da Gigi Di Fiore per il quotidiano il Messaggero l’uomo ricorda la ferocia della colluttazione avvenuta tra Anatoliy e il rapinatore. Fossero stati solo i due colpi di pistola probabilmente sarebbe sopravvissuto ma a dargli il colpo di grazia è stata una penna conficcatagli con violenza nel collo.

Lino Sgueglia ha assistito al massacro paralizzato: ha visto con i suoi occhi il rapinatore infierire con la penna ma non è riuscito a trovare il coraggio per intervenire. Ora, sopraffatto dal rimorso, non ha la forza nemmeno di rivedere le immagini girate dalle telecamere di sorveglianza. Commosso racconta di quando infine i malviventi hanno desistito e abbandonato il bottino per poi darsi alla fuga.

E’ subito corso da Anatoliy, riverso a terra in una pozza di sangue:

“Non è riuscito a dirmi nulla, mi guardava sofferente, tentava di respirare. So che sentiva la voce della figlia, ma aveva già quasi perso coscienza. L’ho visto morire così, mentre tentavo di rianimarlo. Avevo sentito i colpi, senza vedere chi dei due aveva sparato. Sono corso accanto ad Anatolij mentre i due, dopo aver abbandonato il bottino, fuggivano”.

Tanto sangue fuoriusciva dal collo, dal punto in cui la penna era stata conficcata con violenza. Il racconto di Sgueglia arriva all’epilogo, al dramma finale: “Gli abbiamo sistemato dello Scottex, cercando di fermare l’emorragia. La ferita allo stomaco provocata dal colpo di pistola, invece, non sembrava sanguinare. Ho provato a fargli il massaggio cardiaco, mentre aspettavamo l’ambulanza”.