Contrabbando gasolio da est: decine di depositi segreti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2015 11:49 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2015 12:24
Contrabbando gasolio da decine di depositi in tutta Italia

Contrabbando gasolio da decine di depositi in tutta Italia

ROMA – E’ il business criminale italiano del momento, il contrabbando di gasolio proveniente dall’Est Europa, quando non rubato anche in Italia: in decine di depositi illegali e cisterne interrate viene stoccato un fiume di carburante grezzo spesso di pessima qualità, rubato, contrabbandato, da immettere sul mercato a metà prezzo perché depurato dalle accise. Nel primi 5 mesi del 2015 è stato sequestrato gasolio contrabbandato per un valore di 53 milioni di euro, tre volte la cifra di tutto il 2014, numeri che giustificano un incremento esponenziale del traffico.

Ragione sociale della truffa è l’aggiramento del balzello fiscale, sottolinea Andrea Pasqualetto che ha realizzato un reportage per Sette, il supplemento del Corriere della Sera. Solo di Iva è stata evaso nel 2015 qualcosa come 22 milioni. Ma si tratta, come per gli stupefacenti, solo della punta dell’iceberg, della quota emersa che non è sfuggita ai controlli. A comprare gasolio “nero” sono imprenditori, contadini, semplici automobilisti

La frontiera del nord est del paese è attraversata ogni settimana da centinaia di camion guidati da autisti che per 6mila euro al mese accettano il rischio di trasportare il carico intestato a società slovene, ceche, polacche, ungheresi, slovacche. Autisti che i magistrati considerano “carne da macello”, nel senso che sono altri, meno esposti, a realizzare i lauti profitti di un’attività che fa gola ai gruppi criminali in quanto “pulita”, non serve sparare né intimidire.

Dall’inizio del 2014 sono stati tratte in arresto 149 persone, 1821 sono i denunciati. 17 procure sono coinvolte e la priorità investigativa è adesso creare un  coordinamento capace di contrastare il fenomeno. La falsificazione dei documenti è il presupposto indispensabile per trafficare gasolio spacciato per olio lubrificante o bitume che non rientrano tra i prodotti gravati da accise.

Per mascherare le vere destinazioni con altre fittizie che, per esempio situate all’estero, evitano la tassazione: dicono che sono diretti a Malta, in Grecia, in Albania ma poi stanno per raggiungere depositi italiani, soprattutto al Sud, ma anche al centro e al Nord. La lista dei reati si allunga a dismisura: contrabbando, frode, evasione fiscale, associazione per delinquere transazionale.