Coronavirus, in Lombardia 381 morti in un giorno. I positivi sono 22.264

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Marzo 2020 19:04 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2020 19:04
In Lombardia sono 22.264 i pazienti positivi al coronavirus, +2.380 rispetto a ieri.

In Lombardia sono 22.264 i pazienti positivi al coronavirus, +2.380 rispetto a ieri. Nella foto Ansa l’assessore al Welfare Giulio Gallera

MILANO – In Lombardia sono 22.264 i pazienti positivi al coronavirus, +2.380 rispetto a ieri. I ricoverati sono 7735, con un aumento di 348, a cui vanno aggiunti 1.050 persone ricoverate in terapia intensiva, 44 in più, mentre i decessi sono 2549, 381 in più.

Questi i numeri resi noti dall’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera. Sono 4.235 i dimessi.

A Milano e provincia “sono positive 3.804 persone – ha sottolineato Gallera – 526 in più di ieri, un aumento significativo ma minore della crescita di ieri che era di 638”. 

A Milano città il dato è di 1.550 positivi. Questi dati sono frutto di quel “folle week end”, ha detto, quello dell’8 e 9 marzo. 

Il contagio corre ancora nelle province di Bergamo e Brescia, le più colpite dall’epidemia. Nel bergamasco sono 5554 le persone contagiate, 509 più di ieri, nel bresciano 4648, 401 in più rispetto a ieri. Lo ha detto l’assessore Giulio Gallera in diretta fb. In provincia di Cremona i contagiati sono 2392, in crescita di 106, nel lodigiano 1597, 69 più di ieri, in provincia di Monza Brianza 816, 321 più di ieri. Nel Mantovano i covid positivi sono 723 (+87), nel pavese 1105 (+9).

Coronavirus, Gallera: “Contagiati più di quelli mappati”

Secondo Gallera, “la situazione è così in tutta Italia, i contagiati superano quelli che si riescono a mappare, e così i morti. “La prima settimana – ha ricostruito – noi abbiamo fatto tamponi a tappeto, e siamo stati accusati da tutti di farne troppi. Allora l’Istituto superiore di sanità ha emanato linee guida per farli fare solo a coloro che hanno una polmonite o sintomi da polmonite a prescindere da dove arrivano, ma c’è sicuramente una serie di persone che sul territorio per la velocità del virus e per alcune condizioni pregresse sicuramente non viene mappata e probabilmente anche molte persone anziane”.

Quanto ai tamponi, “ne abbiamo tantissimi: ne abbiamo fatti 60mila e ne abbiamo ordinati 1,5 milioni – ha precisato – Noi di tamponi ne abbiamo, se un’azienda li vende a qualcun altro ben venga, è pur sempre Made in Italy”, ha aggiunto, riferendosi alla multinazionale italiana di Brescia che produce tamponi per il Covid-19 e ne ha venduti 500mila negli Stati Uniti e oltre un milione in Italia.

Gallera ha poi ribadito che “l’atteggiamento individuale è fondamentale, lo è a Milano, dove sta crescendo, lo è in Lombardia ma anche in Italia, è pazzesco che al Sud non ci sia ancora una consapevolezza. Se vediamo i morti che girano con le camionette, capiamo che il virus colpisce in maniera enorme. Dobbiamo stare a casa”.

Gallera: “Trasporto pubblico va chiuso”

Secondo l’assessore lombardo il trasporto pubblico locale dovrebbe essere fermato. “Penso vada chiuso il tpl, vediamo sempre metropolitane strapiene o i treni pieni di persone: penso che questo sia un elemento dirimente, la gente deve andare al lavoro con un mezzo proprio o le aziende si organizzano”, ha detto, con evidente riferimento alla città di Milano, dove da giorni c’è molta polemica per i vagoni delle metropolitane colmi di gente nelle ore di punta per la riduzione del servizio.

Al governo la Regione Lombardia ha chiesto “un irrigidimento delle misure anche sul fronte delle attività produttive, ma è il governo che deve mettere in campo queste misure. La Regione non può imporre alle attività produttive di rimanere chiuse – ha sottolineato Gallera – Ci stiamo interfacciando con il governo, bisogna stringere ancora di più. Pensiamo a tutto ciò che non è necessario, come i negozi di elettrodomestici. Si potrebbero chiudere alcuni servizi e uffici pubblici, gli uffici per le licenze edilizie o commerciali, le attività dei professionisti, le società di revisione, si può fare molto di più”.

Fonte: Ansa