Coronavirus, operazione Io resto a casa. Fuori più di un contagio al minuto

di Lucio Fero
Pubblicato il 10 Marzo 2020 8:47 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2020 8:47
Coronavirus, operazione Io resto a casa. Ma fatelo davvero. Fuori più di un contagio al minuto

Coronavirus, operazione Io resto a casa. Fuori più di un contagio al minuto (nella foto Ansa, il messaggio di Caputo del Sassuolo)

ROMA – Coronavirus, operazione Io Resto a Casa. Lo chiede il governo di restare il più possibile a casa. Lo chiede e fa come per ordinarlo di restare a casa. Ma controllare e ottenere davvero che si resti in casa il governo non può. Dipende da noi. Se in molti, in troppi, troveranno furbo e comodo spacciare al governo autocertificazioni false con motivi inventati per muoversi di città in città, il governo, nessun governo, potrà farci molto.

Dipende da noi: se in molti, in troppi continueranno a chiedere ossessivamente istruzioni precise con l’intento, più o meno nascosto, di trovare il varco per passare, infilarsi nelle regole e disposizioni, allora non c’è governo che tenga e che possa. Dipende da noi e non c’è molto da capire. Restare a casa, uscire solo per motivi di lavoro (si può, si deve), per motivi di salute, per motivi di necessità (formulazione effettivamente troppo generica e quindi tentazione troppo grande alla creatività furbastra). Cosa c’è di non chiaro? Restare a casa il più possibile. Tutti. Ovunque. Almeno fino al 3 di aprile.

Perché restare a casa? Per diminuire il più possibile i contatti ravvicinati tra noi. Quindi niente piccole e grandi folle in nessun luogo, neanche folti gruppi di ragazzi e giovani in piazza o davanti a un bar. Restare a casa se si vuole uscire di casa per svagarsi. Restare a casa se si vuole uscire per andare in vacanza. Restare a casa se si vuole andare a pranzo o cena dai parenti e dagli amici. 

Restare a casa perché fuori c’è, a lunedì 9 marzo, più di un contagio di coronavirus al minuto. Anzi, un contagio al minuto è quello che si registrava in un solo giorno nella sola Lombardia. Di coronavirus si sono ammalati fino a ieri 9172 italiani, 463 sono morti. Solo ieri circa 1600 casi in più del giorno prima. Ecco quello che c’è fuori di casa e che ci sarà, continuerà ad esserci se facciamo fallire l’Operazione Io Resto a Casa. C’è anche la controprova: dove la gente è stata tenuta e tappata in casa, nel Lodigiano e a Vo’ Euganeo, la curva dei contagi cala e tende allo zero.

Ce lo chiede il governo ma soprattutto, come si dice, ce lo ordina il dottore. Cambiare, ora, subito la vita quotidiana, non c’è più tempo per esitare o dubitare. Parole di Giuseppe Conte ma parole di qualsiasi medico. E quindi Operazione Io Resto a Casa. Con ovvio corollario: scuole chiuse di fatto fino a Pasqua, ufficialmente chiuse fino al 3 di aprile che è venerdì, primo ritorno possibile lunedì 6. Ma domenica 12 è Pasqua…E Campionato di calcio sospeso “non c’è ragione che continui”. Bambini e ragazzi non li mandiamo a scuola perché c’è rischio, Italia senza pallone perché c’è rischio, per strada un contagio al minuto anzi di più…se non a casa, dove cavolo mai uno che ci sta con la testa dovrebbe aver voglia e fregola di andare?