Coronavirus in Italia, ieri 188 morti, oggi 250. Iss: “Rischio boom contagi a sud dopo fuga e uscite”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Marzo 2020 18:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Marzo 2020 20:05
Coronavirus in Italia al 13 marzo: 250 morti e solo 181 guariti in un giorno

Coronavirus in Italia al 13 marzo: 250 morti e solo 181 guariti in un giorno (Angello Borrelli della Protezione civile, Foto ANSA)

ROMA – In un giorno sono stati 250 i morti per coronavirus in Italia, per un totale di 1266 vittime al 13 marzo. Il 12 marzo le morti erano state 188. Si inverte il trend coi guariti, che ieri erano 213 in un giorno e oggi sono scesi a 181, per un totale di 1439 dall’inizio dell’emergenza.

Aumenta poi il rischio che nel weekend ci sia un boom di contagi al centro e sud Italia, come spiegato anche dal presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, per “comportamenti errati”: dalla fuga dal nord di sabato 7 marzo e la mancata osservazione delle misure restrittive di domenica 8.

I dati del coronavirus in Italia il 13 marzo

Angelo Borrelli, commissario per l’emergenza della Protezione civile, ha spiegato che i contagi sono stati 2216 dal 13 marzo, per un totale complessivo di 14955 malati ancora positivi e 17660 contagiati. 

Dai dati della Protezione Civile emerge che sono 7.732 i malati in Lombardia (836 in più di ieri), 2.011 in Emilia Romagna (+253), 1.453 in Veneto (+156), 794 in Piemonte (+240), 698 nelle Marche (+128), 455 in Toscana (+103), 242 nel Lazio (+70), 213 in Campania (+39), 304 in Liguria (+61), 236 in Friuli Venezia Giulia (+88), 126 in Sicilia (+15), 121 in Puglia (+23), 157 in Trentino (+55), 83 in Abruzzo (+5), 73 in Umbria (+11), 17 in Molise (+1), 43 in Sardegna (+4), 27 in Valle d’Aosta (+1), 37 in Calabria (+5), 123 in Alto Adige (+20), 10 in Basilicata (+2). 

Quanto alle vittime, se ne registrano: 890 in Lombardia (+146), 201 in Emilia Romagna, (+55), 42 in Veneto (+10), 46 in Piemonte (+20), 27 nelle Marche (+5), 5 in Toscana (+0), 17 in Liguria (+6), 2 in Campania (+1), 11 Lazio (+2), 10 in Friuli Venezia Giulia (+2), 5 in Puglia (+0), 2 in provincia di Bolzano (+1), 2 in Sicilia (+0), 2 in Abruzzo (+0), uno in Umbria (+1) uno in Valle d’Aosta (+0), 2 in Trentino (+1).

I tamponi complessivi sono 97.488, quasi oltre 65mila dei quali in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

Brusaferro, Iss: “Epidemia al sud comincia ora”

Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss, ha spiegato: “I pazienti positivi hanno in media 83 anni e sono prevalentemente maschi. Le fasce più colpite dal coronavirus sono quelle a partire dai 70 anni, con un picco tra gli 80 e 89 anni. La letalità è più elevata negli anziani, di cui la maggioranza aveva patologie croniche. Gli unici due morti sotto i 40 anni avevano altre patologie pregresse”.

Alla domanda della giornalista se ci si attende un boom di contagi anche al centro e al sud Italia, Brusaferro ha risposto: “E’ verosimile aspettarci casi in questo weekend in parte come effetto dei comportamenti assunti lo scorso fine settimana. L’incubazione è tra 4 e 7 giorni: abbiamo visto folle assembrate al mare o in stazioni sciistiche o in mega aperitivi, luoghi dove probabilmente il virus ha circolato. Una parte di quelle persone nei prossimi giorni probabilmente mostrerà una sintomatologia. E’ un’ipotesi, vedremo le curve, speriamo di essere smentiti dai fatti”.

Brusaferro ha poi aggiunto: “Da qualche giorno gli italiani hanno capito che comportamenti di questo tipo vanno evitati. L’impressione è che adesso siamo consapevoli più diffusamente. Magari fino a una settimana fa pensavamo che era un problema di alcune parti e non di altre”.

Il presidente dell’Iss ha poi concluso: “L’epidemia al Sud partirà adesso. Lo vedremo tra venerdì (oggi, ndr) sabato e domenica anche a Roma. Si può intervenire per ridurre la curva? Si può intervenire da lunedì. Roma si è bloccata lunedì scorso, sabato e domenica voi stessi avete raccontato cosa è successo (nei raduni all’aperto, ndr), come del resto a Madrid. Spero di essere smentito e facciamo gli scongiuri, ma i ‘mass gatherings’ (gli assembramenti, ndr) sono quelli che tutte le misure prese cercano di impedire”.

(Fonte ANSA)