Coronavirus, morto a Padova: è mistero. Contagiato anche un suo amico. Chi il paziente zero?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Febbraio 2020 10:32 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2020 10:32
Coronavirus, morto a Padova: mistero, dove il contagiato? Zaia: "Un problema"

Coronavirus, morto a Padova: mistero, dove il contagiato? Zaia: “Un problema” (nella foto Adriano Trevisan)

ROMA – La prima vittima in Italia per il Coronavirus è Adriano Trevisan, un uomo di 78 anni di Vo’ Euganeo. L’uomo risultato positivo al virus Covid-19 è deceduto ieri sera, venerdì 21 febbraio, poco dopo le 22.45 all’ospedale di Schiavonia (Padova). Contagiato anche uno amico. 

Trevisan, ex titolare di una piccola impresa edile, aveva tre figli, una delle quali, Vanessa, era stata sindaco di Vo’. L’uomo era ricoverato già da una decina di giorni per precedenti patologie. “Non c’è stato neppure il tempo per poterlo trasferire” ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia.

Ed è mistero su come il 78enne possa aver contratto il virus, perché non risultano contatti diretti con la Cina o persone di ritorno dal paese-focolaio del Covid-19. L’anziano, spiega Repubblica, era ricoverato all’ospedale di Schiavonia da dieci giorni, insieme all’altro contagiato, un amico 67 anche lui pensionato. Ma chi li ha contagiati?

La prima ipotesi è che l’ambiente in cui si sia diffuso il virus siano due bar del paese (poco più di tremila anime) dove i due erano soliti giocare a carte. “Trascorrevano pomeriggi e serate a ‘battere il fante’ al Mio Bar e alla Locanda al Sole, duecento metri di distanza l’uno dall’altro”, spiega il quotidiano riferendo come i primi sintomi si siano manifestati 15 giorni fa ma come il risultato del test di laboratorio per chiarire se si trattasse del virus sia arrivato solo ieri. “Pensiamo che il contagio si possa estendere”, è l’allarme del sindaco Giuliano Martini, farmacista. 

I familiari sono in isolamento fiduciario domiciliare e sottoposti a vigilanza quotidiana. Zaia ha riunito nella sede dell’Usl Euganea l’unità di crisi che, in collegamento con il ministro Speranza e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha adottato varie misure. “Siamo preoccupati. L’ospedale di Schiavonia sarà chiuso e svuotato in 5-6 giorni — ha detto Zaia —. Nessuno potrà entrare, né i ricoverati saranno dimessi prima di essere stati sottoposti a tampone”.

Per creare un cordone sanitario attorno a Vo’ Euganeo, 4.200 persone saranno sottoposte a tampone. Per fornire un supporto logistico all’Usl, la Regione ha creato una task force di medici e infermieri e la Protezione civile sta allestendo un campo base a Schiavonia. “Se dovessimo avere problemi di spazio potremmo appoggiarci alle scuole, che saranno vuote — ha detto Zaia —. A ulteriore tutela dell’intera popolazione del Veneto, il test per il coronavirus sarà esteso ai pazienti con gravi forme influenzali”. (fonti REPUBBLICA, CORRIERE DELLA SERA)