Coronavirus, pediatri: “Certificati per rientrare a scuola, è caos”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Marzo 2020 16:40 | Ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2020 16:40
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Coronavirus, pediatri: “Certificati per rientrare a scuola, è caos” (foto Ansa)

ROMA  – E’ “caos sui rientri a scuola”. Lo denuncia il presidente della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), Paolo Biasci, il quale rileva come “nell’ultimo decreto del Governo per l’emergenza coronavirus è specificato che i certificati sono necessari in caso di assenza superiore a cinque giorni, dovuta a malattie infettive soggette a denuncia. Ma Regioni e presidi si muovono in ordine sparso”.

Da qui l’auspicio di una circolare del Ministero dell’Istruzione. “Ogni Regione – afferma Biasci in una nota – sta infatti interpretando a modo suo l’articolo dedicato ai certificati medici per la riammissione a scuola, contenuto nell’ultimo DPCM sul Coronavirus. Così è il caos, si mettono in difficoltà le famiglie costrette dalle scuole a chiedere ai pediatri di cure primarie di attestare l’assenza di malattia”.

In un momento critico come questo, rileva, “dobbiamo in tutte le Regioni rispondere in maniera univoca alle esigenze di salute pubblica e per farlo abbiamo bisogno di muoverci in maniera coordinata. Chiediamo pertanto che il Ministero dell’Istruzione, d’intesa col Ministero della Salute, spieghi con chiarezza, in una circolare, che fino al 15 marzo la riammissione a scuola potrà avvenire senza certificato medico in tutte le Regioni in cui non è stata sospesa l’attività scolastica, fatte salve le assenze superiori a 5 giorni per malattie infettive soggette a denuncia”.

In molte Regioni la certificazione di riammissione in classe “è stata abolita da anni – spiega – proprio perché ritenuta inutile anche alla prova delle valutazioni scientifiche. Il triage telefonico e i consigli che abbiamo dato alle famiglie hanno sinora funzionato bene. Non dobbiamo tornare indietro, rischiando peraltro di allargare il contagio, solo perché una prescrizione transitoria non è stata correttamente recepita dalle scuole”. La rete delle cure primarie, conclude il presidente Fimp, “sta reggendo a un’incredibile pressione. Non possiamo permetterci di aggiungerne di inutili e dannose”.

Fonte: Ansa