Desirée Mariottini, fermato un italiano. L’accusa: le ha fornito gli stupefacenti

Pubblicato il 11 novembre 2018 10:25 | Ultimo aggiornamento: 11 novembre 2018 15:21
Desirée Mariottini, fermato un italiano. L'accusa: le ha fornito gli stupefacenti

Desirée Mariottini, fermato un italiano. L’accusa: le ha fornito gli stupefacenti

ROMA – Un italiano è stato fermato in relazione allo stupro e all’omicidio di Desiree Mariottini, la sedicenne di Cisterna di Latina trovata morta in un palazzo abbandonato in San Lorenzo. Si tratta di Marco Mancini, nato a Roma, di 36 anni,che secondo gli investigatori ha fornito stupefacenti alla ragazza. Il trentaseienne è stato fermato nei pressi della fermata metro “Pigneto”.

 Gli agenti, durante la perquisizione, gli hanno sequestrato 12 dosi di cocaina e e psicofarmaci di vario genere.

“Desirée Mariottini fu violentata anche da morta…”. 

Almeno questo avrebbe detto uno dei testimoni. Lo riporta il Messaggero. 

È il 24 ottobre, scrivono Michela Allegri e Camilla Mozzetti del Messaggero, quando un gruppo di testimoni viene portato in Questura. Giovanna, Nasko, Muriel, Narcisa e Noemi per circa 10 ore vengono lasciati in attesa in un salottino. Ma non sanno che gli agenti della Squadra Mobile hanno tappezzato il salottino di cimici. E i cinque, tra una merendina e l’altra, si lasciano scappare diversi dettagli. Dettagli, se possibile, che rendono la vicenda di Desirée ancora più inquietante.

Il Messaggero riporta alcune delle frasi intercettate. “Hanno abusato di lei anche dopo la morte” dice Giovanna.

“La cosa bella è che hanno abusato di lei anche dopo la morte, post mortem” una delle terribili frasi riportate dal quotidiano. E ancora: “Il bulgaro mi ha detto che ha visto un marocchino di carnagione bianca che si t… la ragazza mentre quella lì era morta”.

Qualcun altro spiega: “Quello stabile è una bomba a orologeria prima o poi doveva succedere un casino e noi ci siamo finiti in mezzo”. E ancora: “Lei diceva di avere 18 anni, qualcuno ha detto: Se more annamo tutti in mezzo alla m…”.