Domenico Maurantonio, mistero del biglietto anonimo su tomba: Dico no al bullismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Maggio 2015 10:45 | Ultimo aggiornamento: 26 Maggio 2015 10:45
Domenico Maurantonio, mistero del biglietto anonimo su tomba: Dico no al bullismo

Domenico Maurantonio, mistero del biglietto anonimo su tomba: Dico no al bullismo

PADOVA – Un biglietto anonimo con una scritta: “Dico no al bullismo”. Biglietto comparso sulla tomba di Domenico Maurantonio, il giovane di 19 anni morto mentre si trovava in gita con la classe a Milano. I genitori, quel biglietto, hanno deciso di lasciarlo là, di non farlo togliere dalla tomba. Resta però un piccolo mistero sul chi lo abbia messo e sul perché. Si tratta soltanto di un pensiero di uno che con Domenico non c’entra nulla o è in qualche modo il messaggio di qualcuno che sa cosa sia accaduto quella notte?

Difficile dirlo, per ora. Di certo gli investigatori, come racconta Cesare Giuzzi sul Corriere della Sera, si sentono vicino alla svolta. Ieri 25 maggio hanno sequestrato i telefoni cellulari di alcuni dei ragazzi. Dal cellulare di Domenico, invece, verrebbe la prova che il ragazzo, fino alle 5 del mattino era vivo. A quell’ora, infatti, avrebbe spedito un messaggio con What’s app: al momento non è noto né il destinatario nè il tipo di contenuto.

Scrive Giuzzi:

L’accelerazione arriva a due settimane dalla morte del 19 enne. Quindici giorni di silenzi e testimonianze «lacunose e non convincenti» da parte dei compagni di classe di Domenico. Ancora non ci sono iscritti nel registro degli indagati, il sequestro dei cellulari è stato motivato come un atto tecnico necessario ad acquisire informazioni sui fatti. Quale sia il titolo di reato con il quale il fascicolo è stato iscritto in Procura non è ancora chiaro. Su questo elemento gli investigatori della Mobile, coordinati dal pm Claudio Gittardi, mantengono l’assoluto silenzio.

Gli inquirenti starebbero indagando per il reato di omicidio (volontario o colposo) ma anche in questo caso si tratta di un’iscrizione «tecnica» per consentire l’esecuzione di esami scientifici particolari (dai test tossicologici fino al Dna) e l’utilizzo di strumenti investigativi ad ampio raggio, come le intercettazioni telefoniche. In realtà, il sospetto degli investigatori su quanto accaduto la notte del 10 maggio scorso è che si sia trattato non di «un evento doloso», ossia di un omicidio, piuttosto di un incidente legato a una bravata. Una notte alcolica tra gli studenti del Nievo culminata in una serie di «giochi», «scherzi» e «goliardate».