Domodossola. Al liceo troppo pochi gli studenti: genitori s’iscrivono per salvarlo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Giugno 2015 9:11 | Ultimo aggiornamento: 25 Giugno 2015 9:11
Domodossola. Al liceo troppo pochi gli studenti: genitori s'iscrivono per salvarlo

Domodossola. Al liceo troppo pochi gli studenti: genitori s’iscrivono per salvarlo

ROMA – Domodossola. Al liceo troppo pochi gli studenti: genitori s’iscrivono per salvarlo. Al IV ginnasio dello “Spezia”, il liceo classico di Domodossola si sono iscritti appena 7 studenti. Perché la scuola possa continuare i suoi corsi la legge dice che ce ne vogliono almeno 12: per questo, per non far chiudere il classico, i genitori dei ragazzi si sono iscritti anche loro. Avrebbe voluto farlo anche il preside ma non può: la maturità classica l’ha già presa in gioventù, tuttavia la legge non pone limiti di età all’iscrizione se si ha la sola licenza media o si è titolari di un diploma di un altro indirizzo.

Carlo Bologna e Francesco Zani su La Stampa hanno raccontato questa bella storia di resistenza scolastica e di attaccamento a una istituzione come il liceo classico cui non vogliono rinunciare, anche perché Verbania, dove c’è il liceo più vicino, dista 40 km. Divertente è la reazione degli studenti, scissi, è il caso di dire, tra la riconoscenza verso l’intraprendenza dei genitori e la prospettiva imbarazzante di trovarsi come compagni di banco mamma o papà, se non entrambi.

Con la figlia Giulia, però, che scuote la testa quando immagina come compagni di banco papà e mamma: «Sarebbe una situazione molto strana, non mi piacerebbe. Preferirei compagni della mia età. I compiti? No, non glieli passerei ma nemmeno me li farei passare. Non ci sarebbe da fidarsi molto. Però mi fa piacere che si battono per farmi frequentare la scuola che ho scelto». Anche Michelangelo Puccio, suo coetaneo, immagina un liceo fuori dal raggio materno: «Voglio diventare un insegnante di italiano e il Classico è la mia strada. Se bisogna fare dei sacrifici…».

Daniela Scognamiglio, la mamma casalinga, è decisa: «Io sono disposta a tornare a scuola per questa causa. E sarei pronta a iscrivermi di nuovo l’anno prossimo se dovesse ripresentarsi la stessa situazione, a prescindere dai miei figli, il Liceo classico dovrebbe essere pubblicizzato meglio, perché paga l’essere giudicato per errore fuori moda». (Carlo Bologna, Francesco Zani, La Stampa).