Dopo la scossa di magnitudo 4.4 ai Campi Flegrei il suolo si è abbassato di un centimetro

di redazione cronaca
Pubblicato il 29 Maggio 2024 - 18:55
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foto archivio ANSA

Dopo lo sciame sismico del 20 e 21 maggio, che ha incluso una scossa di magnitudo 4.4, l’Osservatorio Vesuviano ha rilevato un abbassamento del suolo di circa 1 centimetro nell’area centrale dei Campi Flegrei. Questo dato emerge dal bollettino settimanale di sorveglianza e proviene dalle serie temporali delle soluzioni Gnss ottenute con il software scientifico Gnss Bernese. Il bollettino sottolinea che, mentre il software Gnss Bernese ha registrato questo abbassamento, altre serie temporali di variazioni in quota della stazione Gnss di Rione Terra, processate con software e modalità differenti, non confermano tale abbassamento nei giorni successivi agli eventi sismici del 20 e 21 maggio. Successivamente, i segnali deformativi sono tornati ai valori precedenti, e entrambi i software concordano nel non aver registrato variazioni significative nell’ultima settimana.

Sollevamento del suolo e attività sismica

Dal 1 gennaio 2024, il sollevamento registrato alla stazione Gnss di Rione Terra è di circa 25,5 centimetri, di cui 7,5 centimetri si sono verificati nel 2024. Dal 20 al 26 maggio 2024, sono stati localizzati 274 terremoti nell’area dei Campi Flegrei. Di questi, 212 terremoti si sono verificati in tre sciami sismici:

  • Primo Sciame: Iniziato alle 3:56 del 20 maggio, costituito da 17 terremoti.
    Secondo Sciame: Iniziato alle 19:51 del 20 maggio, costituito da 169 terremoti, con una magnitudo massima di 4.4, la più alta registrata nell’area dalla crisi bradisismica degli anni ’80.
    Terzo Sciame: Iniziato alle 2:58 UTC del 25 maggio, costituito da 26 terremoti.
    Tutti gli sciami sismici dell’ultima settimana si sono verificati nell’area della Solfatara.

L’abbassamento temporaneo del suolo, non confermato da tutti i metodi di processamento dati, insieme al ritorno dei segnali deformativi ai valori precedenti, indica un fenomeno complesso che richiede un continuo monitoraggio. L’attività sismica intensa, in particolare lo sciame del 20 maggio con la scossa di magnitudo 4.4, evidenzia la necessità di un’attenta sorveglianza per comprendere meglio i meccanismi sottostanti e per prepararsi a possibili futuri eventi significativi. Gli studi e le osservazioni continue dell’Osservatorio Vesuviano saranno cruciali per prevedere e mitigare i rischi legati a queste attività sismiche nei Campi Flegrei.