Elisa Claps: dopo 17 anni trovato il cadavere sotto la chiesa. Due omicidi, tanti indizi e un grande sospetto mai provato

Pubblicato il 17 marzo 2010 16:13 | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2010 18:42
Elisa Claps

Elisa Claps

Sono di Elisa Claps, la ragazza scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993, i resti trovati mercoledì in un sotterraneo della Chiesa della Trinità. Lo ha reso noto il questore Romolo Panico precisando che ci vorrà «l’ufficialità degli esami» ma che tra gli oggetti ritrovati ci sono anche i «resti degli occhiali di Elisa».

Diciassette anni dopo la scomparsa di Elisa le ricerche sono finite  esattamente da dove sono cominciate il 12 settembre 1993.  Tutto perché alcuni operai che facevano lavori di ristrutturazione si sono imbattuti in un corpo mummificato e alcuni effetti personali compresi gli occhiali della Claps e un orologio.

Il giorno della sua scomparsa la ragazza aveva 16 anni. Quella domenica mattina  Elisa esce di casa per andare a messa e ad una sua amica racconta di dover incontrare una persona, proprio nella chiesa dove è stato trovato il corpo. Elisa da quel momento svanisce  nel nulla e gli inquirenti, quasi subito, identificano la persona con  doveva vedersi. È Danilo Restivo, all’epoca dei fatti studente di giurisprudenza di 21 anni, innamorato e non ricambiato dalla Claps.

Restivo conferma l’incontro ma dice di aver scambiato con Elisa solo due parole. Qualcosa, però, nelle sue dichiarazioni non convince gli inquirenti che incriminano il ragazzo per falsa testimonianza. Passano cinque anni e per Restivo arriva una condanna in appello a due anni e 8 mesi. Restivo, quindi, mente ma gli investigatori non trovano prove sufficienti di un suo coinvolgimento diretto nel delitto.

Finita qua? No. Lo studente va a vivere a Bernemouth, un  paese nel sud dell’Inghilterra. E nel 2002 gli investigatori inglesi bussano a casa dei genitori di Elisa. Nella cittadina inglese, infatti, è stata uccisa una donna di 48 anni, Heather Barnett. Un omicidio brutale: la donna viene colpita a martellate e poi l’assassino la mette nella vasca da bagno, le asporta i seni e le mette in mano una ciocca di capelli di un’altra donna. Cosa c’entra con Elisa Claps? Apparentemente nulla ma il principale sospettato è ancora una volta Danilo Restivo, che nel frattempo si è sposato e vive proprio di fronte all’appartamento della vittima.

Gli indizi a suo carico non mancano: la Barnett prima di morire ha raccontato ad una sua amica che credeva le fossero state rubate le chiavi di casa da un vicino italiano. Non solo: Restivo è certamente stato a casa della vittima per chiederle di confezionargli una tenda. Ma c’è di più: diversi testimoni, fin dai tempi di Potenza,  accusano il ragazzo di andare in giro sugli autobus a tagliare ciocche di capelli alle ragazze. E a Potenza, dai suoi coetanei, Restivo è soprannominato il “parrucchiere”. Per completare il quadro c’è una denuncia, risalente a quando “il parrucchiere” aveva 14 anni:  Restivo, senza motivo apparente,  lega e sevizia nel cortile della Biblioteca nazionale di Potenza due giovanissimi ragazzi, ferendoli con il coltello.

A lasciare perplessi, però, sono anche le prime fasi delle indagini sulla scomparsa della Claps, caratterizzate da ritardi inspiegabili. Il giorno della scomparsa di Elisa, per esempio, Restivo non viene sentito dagli investigatori. Il giorno successivo, addirittura, se ne va da Potenza a Napoli per un concorso. Gli inquirenti non lo interrogano neanche lì e decidono di aspettarlo il giorno successivo alla stazione di Potenza ma il ragazzo scende prima e si presenta in Questura in compagnia del padre e del suo avvocato.

E proprio il padre di Restivo gioca un ruolo ambiguo nella vicenda. Nipote di un importante ex ministro della Democrazia Cristiana, Maurizio Restivo è stato a lungo Direttore della Biblioteca nazionale di Potenza, oltre che  pittore e saggista. Oggi Restivo senior vive a Erice nel Trapanese, ma a Potenza lo ricordano come un appassionato di Nietzsche superbo e fanatico del culto del “superuomo”.

Protezioni o meno, Restivo, nonostante i sospetti, è ancora a piede libero. A Potenza non mette più piede anche perché più di una volta ha raccontato di aver ricevuto minacce. Il fratello di Elisa si è rivolto anche alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” e qualche anno fa ha tentato la strada del blitz in Inghilterra per far parlare Restivo. Senza nessun risultato.

Nel  profilo psicologico di Restivo,  oltre alla questione dei capelli, ci sono diverse zone d’ombra. Racconta un suo ex collega, Nicola, che Restivo durante l’orario di lavoro faceva continuamente la doccia, a tratti diceva frasi sconnesse  e che un giorno, a Roma, ha avuto un attacco di panico dopo aver visto una volante della polizia. Un’altra conoscente, Paola, racconta che il ragazzo un giorno le disse: «Se mi arrabbio, sono capace di fare qualsiasi cosa di male a una persona».

Nella storia della scomparsa di Elisa Claps, non mancano neppure i retroscena legati a criminalità organizzata e Servizi segreti. Nel 1999, per esempio, un pentito della malavita locale, Gennaro Cappiello punta il dito contro Michele Cannizzaro, il marito del Pm Felicia Genovese, titolare delle indagini.

Cappiello accusa Cannizzaro di essere  coinvolto nella scomparsa di Elisa Claps. Ma Cappiello non ha le idee troppo chiare. Prima afferma  che Maurizio Restivo avrebbe dato un assegno di 100 milioni di lire a Cannizzaro affinché lo aiutasse a far scomparire il corpo di Elisa Claps . Poi tira fuori un’altra versione: Maurizio Restivo si sarebbe rivolto a Cannizzaro affinché intercedesse presso la moglie, titolare delle indagini sulla scomparsa di Elisa.  Nel 2004, poi,  dall’Inghilterra arriva alla redazione de Il Riformista dove Andrea Di Consoli segue il caso da anni, una mail in cui si dice che Danilo Restivo non può parlare perché è sotto ricatto dei Servizi segreti italiani. Il corpo di Elisa, adesso, è stato ritrovato. Ma le domande senza risposta rimangono ancora tante.