Emanuela Orlandi, ispezionati gli ossari nel Campo Santo Teutonico: migliaia di resti da analizzare

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 20 Luglio 2019 17:26 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2019 19:00
Emanuela Orlandi, ispezionati ossari vaticano

Le operazioni al Campo Santo Teutonico, in Vaticano, nell’ambito delle incombenze istruttorie del caso di Emanuela Orlandi (Credit ANSA)

CITTA’ DEL VATICANO – Migliaia di resti da analizzare sono stati trovati durante l’ispezione dei due ossari sotterranei nel Campo Santo Teutonico in Vaticano. La mattina del 20 luglio gli esperti medico-legali, insieme ai periti di parte della famiglia di Emanuela Orlandi, hanno svolto una ispezione dalle 9 alle 15 nell’ambito delle attività di indagini sulla scomparsa della ragazzina avvenuta nel 1983.

Le ispezioni di sabato mattina hanno riguardato due ossari individuati in un’area attigua alle tombe delle principesse tedesche Sophie von Hohenlohe e Carlotta Federica di Mecklenburgo: i due sepolcri, nell’ispezione dell’11 luglio scorso, richiesta dalla famiglia dopo una segnalazione anonima sulla possibile presenza dei resti di Emanuela Orlandi, erano stati ritrovati vuoti.

Il professor Giovanni Arcudi, docente di Medicina legale all’Università di Tor Vergata, e il suo staff hanno portato alla luce i resti presenti negli ossari alla presenza del perito di fiducia della famiglia Orlandi. I resti sono stati analizzati e studiati già ‘in loco’, sottoponendoli ad una prima valutazione, “secondo protocolli riconosciuti a livello internazionale”, ha detto il portavoce vaticano Alessandro Gisotti.

Intervistato da Repubblica, il genetista della famiglia Orlandi, Giorgio Portera, ha rivelato all’uscito dal sepolcro: “Non ci aspettavamo di trovare così tante ossa. Oggi ne sono state recuperate migliaia, dunque si ipotizza la presenza di decine di persone. Sono ossa piccole e grandi, soprattutto ossa craniche che sono riconducibili a soggetti adulti e più giovani”.

Secondo quanto disposto dal promotore di giustizia, le operazioni proseguiranno sabato prossimo, 27 luglio, a partire dalle ore 9.00, “con un’approfondita analisi morfologica dei reperti contenuti negli ossari”. Difficile dire quanto potrà durare questa fase peritale. “Non è possibile prevedere, al momento, i tempi di durata per concludere tali operazioni al fine di completare l’analisi morfologica dei resti ritrovati negli ossari”, ha spiegato in mattinata Gisotti.

Se nelle due tombe non sono stati trovati i resti della quindicenne romana scomparsa il 22 giugno 1983, le autorità della Santa Sede vogliono che non si parli di “giallo” anche per l’assenza dei corpi delle due principesse, vissute due secoli fa, visto che le tombe subirono una ristrutturazione negli anni ’60 e i resti magari furono traslati altrove.

Anche questa volta, dunque, non sono state trovati i corpi sperati come già avvenuto il 14 maggio 2012 all’apertura della tomba del boss della Magliana ‘Renatino’ De Pedis nella basilica romana di Sant’Apollinare, mentre esito ugualmente negativo ha dato l’analisi delle ossa rinvenute nell’ottobre scorso sotto un pavimento alla Nunziatura apostolica in Italia, in Via Po.

“Con questa nuova attività peritale – dopo le operazioni dell’11 luglio scorso – si evidenzia ancora una volta la disponibilità della Santa Sede verso la famiglia Orlandi. Disponibilità dimostrata, fin dall’inizio, nell’accogliere la richiesta di verifiche nel Campo Santo Teutonico pur sulla base di una mera segnalazione anonima”, ha commentato Gisotti.

Alle operazioni di sabato, oltre ad Arcudi e al suo staff, hanno partecipato il personale della Fabbrica di San Pietro per l’apertura e chiusura degli ossari e quello del Centro Operativo di Sicurezza (Cos) della Gendarmeria vaticana. Presenti il pg Milano e il suo aggiunto Alessandro Diddi, il legale della famiglia Orlandi, l’ufficiale responsabile del servizio di polizia giudiziaria del Corpo della Gendarmeria. (Fonte ANSA e Repubblica)