Emanuele Scieri non si è ucciso? Un arresto dopo 19 anni per la morte del parà. Ipotesi nonnismo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 agosto 2018 8:58 | Ultimo aggiornamento: 2 agosto 2018 12:23
Emanuele Scieri non si è ucciso? Un arresto per la morte del parà della Folgore

Emanuele Scieri non si è ucciso? Un arresto per la morte del parà della Folgore

SIRACUSA – C’è un arresto, secondo quanto appreso, nell’ambito delle indagini sulla morte di Emanuele Scieri, il 26enne siracusano, parà di leva, trovato morto il 16 agosto di 19 anni fa nella caserma [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Gamerra di Pisa, centro di addestramento della Folgore. Dagli inquirenti nessun commento al momento: una conferenza stampa è stata convocata per le 11.30 in procura a Pisa per illustrare gli sviluppi delle indagini.

Agli arresti domiciliari per concorso in omicidio è finito un ex commilitone di Scieri. “Le ombre del nonnismo dietro la morte di quel giovane – scrive Repubblica si erano subito allungate, in mezzo a molti silenzi e omissioni dentro l’esercito”.

Scieri, 26 anni, una laurea in giurisprudenza e già praticante in uno studio legale, scomparve il 13 agosto 1999, lo stesso giorno del suo arrivo alla caserma Gamerra per il servizio militare di leva dopo aver svolto il Car a Firenze. Fu poi ritrovato morto tre giorni dopo, ai piedi di una torre dismessa per il prosciugamento dei paracadute. La procura di Pisa ha riaperto l’inchiesta l’anno scorso, dopo che precedenti indagini erano state archiviate ipotizzando che il giovane si fosse tolto la vita. A escludere l’ipotesi del suicidio, oltre alla famiglia di Scieri, la commissione parlamentare d’inchiesta, istituita nel 2016 sulla morte del parà di leva e che ha concluso i suoi lavori a dicembre scorso, secondo la quale il 26enne fu aggredito.

“Abbiamo ritenuto di accertare la permanenza in vita di Scieri e siamo arrivati alla conclusione che ci fosse il tempo per soccorrere Emanuele e per questo contestiamo l’omicidio volontario proprio perché il giovane è stato lasciato agonizzante a terra”. Lo ha detto il procuratore di Pisa Alessandro Crini in merito all’arresto effettuato dalla Polizia per la morte del parà. “Questa dinamica – ha aggiunto – non è una nostra congettura ma ricavata dai vecchi accertamenti attualizzata con quelli peritali effettuati dalla commissione parlamentare. Sulle modalità con cui si sarebbero svolti i fatti c’è stata sostanziale condivisione anche con le testimonianze che abbiamo raccolto e ciò dimostra che la nostra ipotesi accusatoria non è campata in aria”.