Emilio Spaziante e Roberto Meneguzzo patteggiano per il caso Mose

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 novembre 2014 12:58 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 12:58
L'area del Mose a Venezia

L’area del Mose a Venezia

MILANO – Emilio Spaziante e Roberto Meneguzzo hanno patteggiato la pena: l’ex generale della Guardia di Finanza e l’ex ad di Palladio Finanziaria, imputati a Milano per il caso Mose, hanno patteggiato la pena rispettivamente a 4 anni di carcere con una confisca di 500 mila euro e a 2 anni e mezzo di reclusione. Entrambi sono accusati di concorso in corruzione.

Le richieste di patteggiamento di Spaziante e Meneguzzo sono state accolte questa mattina dal gup di Milano, Chiara Valori, che invece ha respinto l’istanza avanzata dal ministero dell’Economia e delle Finanze di essere parte civile. L’ex generale e l’ex ad di Palladio Finanziaria, che con il patteggiamento escono dal procedimento, sono imputati assieme a Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti (che ha scelto il rito ordinario), nell’ambito del filone di indagine trasmesso lo scorso giugno dalla procura di Venezia a quella di Milano.

Al centro di questa tranche di indagine ci sono due episodi di corruzione. Nel primo, secondo l’accusa, Milanese sarebbe stato il destinatario di una mazzetta da 500 mila euro che il Consorzio Venezia Nuova, allora presieduto da Giovanni Mazzacurati, gli avrebbe fatto avere attraverso Meneguzzo.

Lo scopo della dazione era di far sì che nelle decisioni del Cipe entrasse la voce ‘Mose’ per avere nuovi stanziamenti pubblici. Il secondo episodio contestato ha al centro un’altra presunta tangente da 500 mila euro, contro una promessa di 2,5 milioni, che sarebbe stata versata sempre da Mazzacurati e sempre tramite Meneguzzo, per corrompere Spaziante in merito a verifiche fiscali.

Il mezzo milione di euro confiscati a Spaziante sono l’equivalente del prezzo della corruzione contestata. Nessuna confisca invece a Meneguzzo in quanto, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto solo un ruolo di mediatore senza, quindi, intascare denaro.