Non toccate l’Erasmus: tirate fuori i soldi per i nostri studenti

di Alberto Francavilla
Pubblicato il 10 Ottobre 2012 7:41 | Ultimo aggiornamento: 9 Ottobre 2012 15:19
unione europea

Foto Lapresse

ROMA – Sono finiti i soldi per l’Erasmus, bisogna trovare un modo per mandare gli studenti a studiare all’estero. Evidentemente per gli Stati è uno spreco: quando l’Europa ha battuto cassa, ha ricevuto solo porte sbattute. E ora l’Europa ci fa sapere che le casse sono prosciugate.

L’Erasmus rischia di chiudere, perché viene visto sostanzialmente come una vacanza: non esiste per i governanti l’idea di investire nella cultura è vista come uno sperpero, come una spesa che non offre rientro in alcun modo.

E così quando l’Europa ha bussato, loro hanno pensato: “Perché sprecare soldi in qualcosa di non remunerativo nell’immediato?” L’idea dell’investimento per un ritorno in tempi medi0-lunghi non fa parte della cultura della nostra classe politica.

Tanto, come scrive Marco Zatterin su La Stampa, alla fine c’è sempre il soggetto da incolpare: l’Europa. E, prosegue, quando il conto sarà coperto i giornali daranno la notizia in piccolo, l’effetto ottico complessivo sarà negativo. “Abbasso l’Europa!”

L’Erasmus non deve essere visto come un investimento a perdere, ma come un’opportunità di crescita dello studente. Crescita non solo in termini professionali ma anche e soprattutto in termini umani: vivendo all’estero, lontano dalla “cuccia” familiare, il ragazzo conosce altre culture e altre realtà professionali. In questo modo, un domani, gli sarà più facile inserirsi in ambito lavorativo, visto che la mobilità in questo ambito diventa sempre più frequente.

Ma noi, a differenza di chi ci governa (o chi ci ha governato), riteniamo che l’Erasmus sia una opportunità da non perdere per i nostri ragazzi. Quindi, trovateli questi soldi.