Firenze, scuola vieta mostra: “Urta bimbi non cattolici”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 14:41 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 14:41
Firenze, scuola vieta mostra: "Urta bimbi non cattolici"

Firenze, scuola vieta mostra: “Urta bimbi non cattolici”

FIRENZE – La mostra Bellezza Divina potrebbe urtare la sensibilità dei bambini non cattolici. Per questo motivo la scuola elementare Matteotti di Firenze ha deciso di annullare la visita all’esposizione a Palazzo Strozzi per la presenza di crocefissi oltre alle opere di Van Gogh, Chagall, Fontana, Picasso, Matisse e Munch. La mostra infatti è incentrata sul tema religioso e il consiglio interclasse del 9 novembre ha deciso di annullare la gita prevista per tutte le terze elementari dell’istituto.

Paola Fichera su La Nazione scrive che la decisione ha scatenato polemiche, tra l’Imam di Firenze che ha detto che andrà a vedere la mostra mentre il rabbino, che l’ha già vista, ammette che l’esposizione “ha un taglio molto cattolico”. Ma la motivazione della scuola di non urtare la sensibilità delle famiglie ha scatenato le reazioni dei genitori:

“Due righe, nero su bianco, prese dal verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe e distribuito a tutti i genitori. Parole che hanno letteralmente scioccato la stragrande maggioranza di padri e madri. «Ma come – si sono chiesti nell’immediato tam tam che si è scatenato dopo la comunicazione – vuol dire che d’ora in poi i nostri figli non potranno più studiare storia dell’arte, in gran parte basata proprio sull’arte sacra».

E ancora: «È pazzesco! – scrive un altro genitore – Noi stiamo a Firenze! Vedremo quindi negate ai nostri bambini le gite in Santa Croce, in Duomo, le visite agli Uffizi perché ci sono figure sacre? Annulliamo le lezioni di storia dell’arte (quella italiana è tutta basata sul cristianesimo) perché si rischia di offendere qualche piccola anima? Questi ragazzi cresceranno senza poter studiare Dante Alighieri e la Divina Commedia? Queste sono le basi della nostra cultura, non è solo un problema religioso».

Obiezioni più che legittime girate al preside dell’Istituto, Alessandro Bussotti: «Non ero presente a quella riunione » mette subito le mani avanti. Poi, comprensibilmente imbarazzato, aggiunge: «L’eventuale esclusione della visita non ha motivazioni religiose e non è escluso che la mostra possa essere reinserita nei programmi didattici se non di tutte, almeno di alcune classi». Presenza o no del preside alla famosa riunione interclasse il problema era dunque noto e in parte già affrontato visto che, altre voci riferiscono, il consiglio dato alle insegnanti era stato quello di effettuare comunque la visita lasciando ai genitori la libertà di far partecipare o no i loro figli».

Scappatoia di basso profilo se è vero che la scuola, anche in terza elementare, dovrebbe avere come fine primario quello di aprire le menti di tutti gli studenti alla conoscenza. Superando chiusure e resistenze di ogni genere. In compenso gli alunni delle terze elementari della Matteotti hanno la certezza di poter visitare il Museo del Novecento. Sperando che, nel frattempo, anche le opere lì esposte non finiscano all’indice di altri genitori”.