Firme false a Carbonia: indagati disoccupati, casalinghe e pensionati

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2016 19:49 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2016 19:49
Firme false a Carbonia: indagati disoccupati, casalinghe e pensionati

Firme false a Carbonia: indagati disoccupati, casalinghe e pensionati

CARBONIA – Firme false a Carbonia: nei guai sei ex consiglieri comunali, insieme a disoccupati, casalinghe e pensionati. Sono tutti indagati nell’ambito di una inchiesta relativa alle liste elettorali presentate per l’elezione del sindaco della città sarda del 5 giugno 2016.

Complessivamente sono 22 le persone finite nel registro degli indagati, dieci le liste coinvolte. Le indagini sono state condotte dai carabinieri a seguito di una segnalazione ricevuta dalla Prima sottocommissione elettorale che aveva notato irregolarità nelle dieci liste. In particolare era stato riscontrato che alcuni nominativi erano ripetuti in più elenchi.

I carabinieri della Compagnia di Carbonia hanno quindi fatto scattare gli accertamenti che hanno portato a indagate 15 persone tra operai, casalinghe e pensionati accusati di aver sottoscritto due liste elettorali; una persona è accusata di aver falsificato la firma del padre. I sei ex consiglieri comunali, invece, devono rispondere di falso ideologico. Secondo l’accusa avrebbero autenticato le firme di diversi elenchi.

Nell’inchiesta della Procura di Cagliari le anomalie riguarderebbero alcune liste civiche dell’opposizione, collegate all’allora candidato sindaco Ugo Piano, che tuttavia non risulta indagato. Le amministrative di Carbonia erano state vinte a giugno dalla candidata del Movimento 5 Stelle, Paola Massidda, che aveva superato al ballottaggio il sindaco uscente del Pd, Giuseppe Casti. La lista del M5s non è coinvolta nell’inchiesta della Procura.

Solo pochi giorni fa sempre in Sardegna, ad Orgosolo (Nuoro) al sindaco Dionigi Deledda e alla segretaria comunale Gloria Fiore sono state notificate due ordinanze di misura cautelare del divieto di dimora nell’ambito del procedimento penale che vede indagato il primo cittadino e la segretaria comunale per la falsificazione delle firme per la presentazione delle liste “Murales” e “Orgolesi”, in occasione delle elezioni comunali dello scorso 5 giugno.

Deledda, già sindaco nella precedente legislatura, si era dimesso con l’intera Giunta nel gennaio scorso in seguito all’apertura di un’inchiesta a suo carico, insieme con altre 12 persone tra assessori e consiglieri comunali, per un appalto irregolare nei lavori del campo sportivo di Orgosolo.