Gardaland, giostra vietata alla bimba down, mozione dell’associazione Coscioni

Pubblicato il 7 ottobre 2010 18:51 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2010 18:53

Le persone con sindrome di Down non possono essere discriminate in base ai tratti somatici caratteristici nell’accesso ai parchi divertimenti: il caso della piccola Rosa, 8 anni, cui è stato impedito l’accesso a una giostra a Gardaland, è diventato oggetto di una mozione parlamentare presentata da Maria Antonietta Farina Coscioni, segretario della commissione Affari Sociali alla Camera e co-presidente dell’associazione Coscioni.

La parlamentare radicale, in una conferenza stampa alla Camera, ha chiesto l’intervento del Governo per un regolamento concordato con le associazioni sull’accesso ai parchi giochi. Il diniego a salire sulla giostra è  stato motivato, ha spiegato il padre della bimba, Aldo Aceto, magistrato e presidente dell’associazione Pianeta down – che in agosto aveva denunciato il caso alla stampa – in base a un regolamento che vieta l’accesso alle giostra ai disabili intellettivi, ”la disabilita’ nel caso di Rosa e’ stato riscontrato esclusivamente in base all’aspetto fisico”. ”Altre patologie non sono riscontrabili all’apparenza – ha detto – quindi le motivazioni fornite non sono accettabili”.

”Non ci sto – ha aggiunto – a vedere calpestati i miei diritti da persone che non hanno alcuna competenza”. Aceto ha presentato denuncia e avviato l’azione civile per il risarcimento danni: ”Non voglio soldi da Gardaland – ha detto – ma che si gestiscano diversamente i rapporti con la disabilità”.