Garlasco. Alberto Stasi incastrato da 5 indizi: pigiama, pedale bici…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 dicembre 2014 10:03 | Ultimo aggiornamento: 18 dicembre 2014 12:03
Garlasco. Alberto Stasi condannato: pigiama, pedale bici, le nuove prove

Garlasco. Alberto Stasi condannato: pigiama, pedale bici, le nuove prove

ROMA – Garlasco. Alberto Stasi incastrato da 5 indizi: pigiama, pedale bici… Non poteva aver trovato Chiara bianca in volto, non poteva avere scarpe immacolate e nemmeno una traccia di sangue sul tappetino dell’auto, presenza di sangue di Chiara e Dna di Stasi sul portasapone del bagno, ha sostituito i pedali da una bici all’altra, la vittima conosceva l’assassino.

Sono i 5 indizi decisivi della colpevolezza di Alberto Stasi. Nei due precedenti gradi di giudizio che avevano assolto Stasi dall’accusa di omicidio della fidanzata Chiara Poggi, almeno altre due prove a suo carico giudicati fondamentali  non erano state valutate nelle perizie degli esperti. Le stesse prove che hanno infine portato alla sua condanna nel processo d’Appello bis.

Stasi si è contraddetto. Alberto Stasi affermò, interrogato subito dopo il delitto, di aver trovato Chiara pallida, bianca: in realtà era piena di sangue sul volto. Nessuna traccia di sangue sulle scarpe di Stasi: non è possibile, ancora, che nemmeno il tappetino dell’auto presentasse tracce di sangue. Graffi sul braccio di Stasi non erano stati attentamente valutati: nelle unghie di Chiara, la presenza di Dna di Stasi conferma l’ipotesi della colluttazione precedente al delitto.

Il pedale della bici nera sostituito. Due prove sono state La prima, introdotta dalla difesa nel processo d’Appello bis, dà conto di una scoperta: i pedali delle biciclette di Stasi sono stati sostituiti. L’accusa era focalizzata sulla bici nera da donna che un testimone aveva notato davanti casa Poggi la sera del 13 agosto 2007.

L’analisi del Dna sui pedali aveva dato esito negativo, erano puliti, ma da una successiva perizia su un pedale di un’altra bici, bordeaux, si rilevava la presenza di Dna di Chiara. I giudici hanno creduto alla tesi della difesa: Stasi ha sostituito i pedali della bici nera con quella bordeaux, consapevole che l’attenzione degli inquirenti era rivolta su quella nera.

L’impronta di una mano sul pigiama di Chiara. La seconda prova, emersa anche questa solo nell’Appello bis, è il risultato di una nuova ricognizione a tutto campo di tutti i verbali di sequestro e delle fotografie della scena del delitto. Una foto in particolare ritrae Chiara sulla scala della villetta: il procuratore generale Laura Barbaini si è accorta dell’impronta di una mano sul pigiama rosa di Chiara, 4 dita rosse di sangue (in qualche modo l’impronta era stata cancellata durante i sopralluoghi).

Secondo l’accusa è la prova che l’assassino si è lavato le mani in bagno: sul portasapone c’erano sia tracce del Dna di Chiara, sia le impronte di Alberto Stasi. I giudici hanno creduto a questa ricostruzione, condannando Stasi a 16 anni per omicidio volontario.